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Le recensioni di Bruno Elpis

Racconti sullo schermo grande, il nuovo concorso di Ciesse Edizioni

Con grande interesse apprendo che Ciesse Edizioni ha rivitalizzato il concorso a tema sul cinema.

Dal 22 agosto sarà possibile inviare i racconti che abbiano come oggetto il grande schermo, affrontato sia in chiave fantastica, sia dal punto di vista realistico: potremo così sbizzarrirci traendo spunto dall’interazione tra cinema e realtà, in tutte le accezioni, o raccontando ricordi di vita legati alla sala, o rievocando fatti e incontri ispirati a un film … ma non voglio porre limiti alla fantasia di chi deciderà di partecipare a questa stimolante iniziativa!

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Duepercento, un libro di Luigi Lo Forti

Invito alla lettura di Bruno Elpis

Duepercento, Luigi Lo Forti, Edizioni Dbooks.it 2010
Recensione per malgradopoi.it

Un romanzo di Luigi Lo Forti

Duepercento di Luigi Lo Forti è un intreccio sui generis tra fantasy e spy-story, con qualche interessante spunto di riflessione: il tutto imbastito dal sarcasmo dell’autore e dal suo gusto per la descrizione di situazioni sia normali sia assurde.

“Duepercento” si sviluppa come una contesa “politicamente ora corretta, ora scorretta” tra:
- due personaggi in cerca d’autore, oltre che di occupazione: Marco, precario senza identità professionale ed esistenziale, e Federica, super-laureata masterizzata (in senso universitario, non informatico) rampante e ambiziosa;

Duepercento, romanzo di Luigi Lo Forti, recensione su malgradopoi.it

La verità bugiarda, di Raul Montanari

Un libro di Raul MontanariMentre leggo “La verità bugiarda”, la mia mente – evidentemente troppo abituata a cercar analogie e differenze – è soggiogata da un pensiero insistente. Mi chiedo: “Perché questa storia mi ricorda un film di Visconti che ho tanto amato?”

La verità bugiarda, recensione, qlibri.it

Quei due sulla collina

Attenti a quei due! Non sto parlando di Tony Curtis e Roger Moore, bensì di Alessandro Borio e Mattia Raschér e del loro felice esordio letterario: “Quei due sulla collina” della collana “black and yellow” di Ciesse Edizioni.

I due che stanno sulla collina, invece, sono due anziani coniugi, Menico e Carolina, che nonostante i limiti imposti dall’età (lui e quasi cieco, lei claudicante con stampella), uniscono le loro forze (lui acuto, intuitivo, capace di utilizzare internet; lei dotata di astuzia e senso pratico, sa guidare l’Apecar ed è abilissima nell’aggirare la “dogana” di una vicina pettegola!), si completano a vicenda (in una fusione che è a metà strada tra Mister Magoo e Sherlock Holmes) e, si sa, l’unione fa la forza …

Tanto più che i due terribili vecchietti hanno un nipote vice-commissario, che entrambi sognano di accasare magari dopo una promozione a commissario capo.

La misteriosa morte di due anziane amiche ricoverate in una casa di riposo scatena la curiosità dei due senescenti investigatori improvvisati e, per loro, costituisce la ghiotta occasione per aiutare il nipote a far carriera.

Sullo sfondo, la magica terra di Cesare Pavese: le colline del Monferrato, la riva del Tanaro, tra vigneti e gerbidi.

La narrazione è ironica, di un’ironia a tratti nostalgica e crepuscolare. I dialoghi sono conditi da “neh!” (leggendoli, sembra di sentire l’inflessione piemontese) e parole del vernacolo (tra l’altro, ho avuto modo di apprezzare l’uso dell’espressione “spalmarsi addosso”).

In alcune divertenti pagine, la storia viene narrata dal punto di vista del cane Tartan. Il ritrovamento di un diario è l’occasione per l’incursione nel passato, ai tempi del fascismo.

Mi piace concludere rubando ai “due” uno spunto di riflessione: “… non ti sei mai chiesto quando una persona invecchia? … Uno diventa vecchio quando perde il futuro, quando alla sua anima manca la forza di fare progetti e la parola domani non ha più nulla d’imprevisto … Ma può esserci di peggio. Lo sai quando uno muore? E non parlo della morte fisica, si muore dentro quando si smette anche di ricordare.”

Come vedete, temi importanti. E voi, che ne pensate?