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Le recensioni di Bruno Elpis

Orme Gialle: Diego Di Dio vince il Premio Mario Casacci

Diego Di Dio si è aggiudicato il Premio Mario Casacci (ossia il riconoscimento che viene attribuito da una giuria di qualità al racconto più “cinematografico”) al premio Orme Gialle (vinto da Silvio Donà) con il racconto “La signora”. Tuttavia non ha potuto partecipare alla premiazione perché una febbre improvvisa l’ha costretto a tornare a casa. E allora ho avuto un’idea: la festa alla  quale non ha potuto prendere parte gliela facciamo noi, al caro Diego, criticando la sua “Signora”... http://www.malgradopoi.it/concorsi-letterari/orme-gialle-diego-di-dio-vince-il-premio-mario-casacci

Le recensioni di Bruno - "La casa dei fantasmi" di Laura Poletti

Un romanzo giallo edito da CiesseChe programmi avete per Halloween?
Non avete ancora organizzato nulla? Allora ve la do io un’idea! Leggetevi “La casa dei fantasmi”, la storia uscita dalla penna di Laura Poletti. Una penna, usata con destrezza, che funziona con l’inchiostro giallo.
Io l’ho fatto, credendo di avventurarmi in una ghost story. E invece mi sono ritrovato a leggere il primo caso di Chiara Refi, ispettore di polizia cha ha, anche lei, la testa infestata dai fantasmi, esattamente come la “casa” alla quale il titolo allude.
Gli spiriti che tormentano Chiara sono i pensieri che le occupano la mente, procurandole mal di testa e, a volte, un sonno disturbato. Si chiamano preoccupazioni, ansia di trovare una soluzione razionale, desiderio di scovare i responsabili e di assicurarli alla giustizia. Anche a costo di trascurare i due gatti che vivono con lei: Bianca e Bernie (ma quelli di Walt Disney non erano due topi?).
La storia si sviluppa dal 18 ottobre all’11 novembre.
E torniamo al mio consiglio iniziale: cosa c’entra Halloween con “La casa dei fantasmi”? A domanda rispondo con un’altra domanda: quale credete che sia il luogo ideale per organizzare una bella festa in maschera per la notte delle streghe? Se voi aveste a disposizione un sinistro casolare sperduto nei boschi e avvolto nella nebbia, dove invitereste i vostri amici (siano essi compagni di scuola o colleghi di lavoro o amici) mascherati da vampiri e da lupi mannari? Io, naturalmente, li condurrei in quel casolare e magari mi augurerei di vedere gli ectoplasmi  materializzarsi in tutto il loro splendore durante le danze.
Così avviene nel romanzo di Laura. Tuttavia, quando è in pieno svolgimento una festa tra compagni di scuola, ci scappa il morto: un maturo professore, donnaiolo impenitente, che per esercitare la sua arte di Casanova, con colleghe e studentesse, non esita a ricorrere alle pillole blu, per ben figurare.
A questo punto un’idea credo di avervela data.
L’intrigante giallo di Laura Poletti potrà fornirvi ottimi spunti. E, se non siete appassionati di balli in maschera, avrete comunque letto un buon giallo e conosciuto un personaggio – l’ispettore in gonnella – che dinnanzi a sé ha un futuro promettente. Chiara Refi, ti aspettiamo con la tua nuova avventura!
Infine vi devo confessare un particolare, perché non amo fingere. Io non sopporto l’americana Halloween: sono ancorato alle sane tradizioni italiane e, per me, la regina trash delle feste commerciali non esiste proprio. Il periodo dal 31 ottobre al 4 novembre io continuo a chiamarlo, in modo anacronistico, “il ponte dei morti”. Ma questa è un’altra storia, che non mi ha impedito di apprezzare sino in fondo “la casa dei fantasmi” …
... Bruno Elpis

Raul Montanari

L'autore de L'esordiente è stato intervistato da Bruno ElpisRaul Montanari

Quando un autore ci appassiona, ne leggiamo con voracità l’intera produzione o gran parte di essa. Così ho fatto ai tempi del liceo con Italo Svevo e Luigi Pirandello, così qualche anno dopo, da universitario, mi sono buttato a capofitto nella lettura delle opere di Alberto Moravia. In epoca più recente mi ha molto coinvolto (per motivi differenti) la lettura delle opere di due autori contemporanei assai diversi tra di loro: Guillaume Mousso e Raul Montanari. Ed è di quest’ultimo che voglio parlare in questo mio articolo. Ho conosciuto Raul Montanari leggendo “La perfezione” (premio Linea d’Ombra 1995), il romanzo breve che l’ha consegnato alle glorie letterarie come autore capace di ricreare “i climi estremi e feroci del grande cinema noir americano”. Una storia gelida che ... Raul Montanari

Le recensioni di Bruno - Occhi gialli - neri di Paola B. Rossini

Metti che una sera, tu giovane donna, rischi uno stupro.
Ipotizza di scampare all’atto infame grazie all’intervento di un lupo (?) dagli occhi gialli e neri. Gli stessi occhi del titolo.
Supponi, poi, di cominciare a frequentarlo, questo lupo, che forse è un demone.
Immagina che gli incontri si intensifichino e divengano sempre più coinvolgenti.
Ecco, a quel punto ti chiedi, inevitabilmente: “Ma chi sono realmente io – un angelo o una strega? – se ho la forza di incatenare a me uno spirito del male che da secoli si trastulla tra carneficine, sabba, rituali celtici alla Avalon o alla Albion e incontri con Mefisto o con l’arcangelo Michele …"

Aggiungi infine che una sera il demone (o il lupo? O entrambi fusi in un unico spirito?) ti conduca al Big Ben di Londra. Ma non per una visita turistica, bensì per un esperimento: ti ritrovi con lui sulla torre dell’orologio e poi lui, il demone, ti molla nel vuoto, da novanta metri. E tu precipiti. E lui ti guarda e vuol vedere se sei un angelo e sai salvarti con le ali, prima di sfracellarti al suolo. E tu, le ali non le hai!

 

Sono sufficienti questi elementi? La storia di Paola è davvero “pazzesca”. E lei – Paola Beatrice Rossini, non la protagonista Dafne che dobbiamo ancora capire se è un angelo o una strega, o peggio ancora né uno né l’altra, perché è un’umana – dissemina nella prima parte del libro una sequenza incalzante di ingredienti: quasi fossero le tessere di un mosaico o i pezzi di un puzzle, tutto da ricomporre. Con una serie di paragrafi che a volte sono solo flash in stile giornalistico. Salvo poi spostare la narrazione “al di fuori del tempo”.

 

Davvero un super fantasy, quello dell’autrice fiorentina: garbato, adeguato anche ai più giovani appassionati del genere, oltre che adatto a far sognare adulti oppressi da impegni lavorativi e in cerca di evasione.

 

Un fantasy sempre condotto sul filo del mistero, che si intreccia al romanticismo di fondo fino al déjà vu della chiusura di una storia che si avvita su se stessa.

 

Infine mi chiedo: ma il vero dramma, più che la definizione delle nature occulte che pullulano nella storia, non sarà quell’inquietante macchia nera che dilaga nel Golfo del Messico e che ha provocato in me un’ansia da catastrofe?