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Le recensioni di Bruno Elpis

La vita che si ama di Roberto Vecchioni (i-libri)

coverDedicata da Roberto Vecchioni ai figli, “La vita che si ama” è un collage di ricordi in racconti e poesie. 

Dopo un’introduzione che indugia sulle definizioni informali di felicità (“Il boato, il picco d’intensità, non è che uno sgraffio…”), serenità (“È un’imitazione scadente… un effetto placebo che confina pericolosamente con la noia”), euforia ed entusiasmo (“Gli entusiasmi inutili sono sbronze dell’anima e il giorno dopo lasciano secchi e aridi”), la memoria spazia dall’affetto per la Casa - sul lago di Garda (“Non c’è vista lago”) – alla genesi (“Mi ritorni in mente”) della canzone cult “Luci a San Siro” (“Sto tornando a Linate dopo una licenza breve”) raccontata con dovizia di particolari (“Capii che la morte si ferma anche un metro più in là”) e aforismi (“Si maschera da dolore a volte, la felicità”). 

Dal guazzabuglio dei ricordi esce l’affresco di un uomo che si sente incompleto come padre (“Ai miei figli ho dato poco o niente”) e come marito (“E la mia donna l’ho fatta morire mille volte…”), pur nell’orgoglio esplicito (“Ai miei figli non ho insegnato a difendersi, a distinguere il falso dal vero, il sogno dalla realtà”) dell’egocentrismo artistico: “Non ho mai rinunciato a niente, non mi sono mai messo per secondo, in fila: li ho convinti a restare nella mia ombra, a credermi un poeta, e che ai poeti altro non interessi se non che la vita è poesia. E devo averli colpiti, feriti, raggirati così bene che veramente mi credono un poeta, che veramente sono stati felici nella Casa”. 

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Anche gli alberi bruciano di Lorenza Ghinelli (qlibri)

coverHo appena distrutto la mia famiglia 

Nella famiglia di Michele un imprevisto dirompente spezza il fragile equilibrio di rapporti e apparenze (“Succede che mio padre si scopa la sua studentessa, ok? … Che mio nonno ha l’Alzheimer… E che mia mamma mi dice che va tutto bene… E che in tutto questo io mi sono fatto comprare una cazzo di moto!”). 

La purezza dell’adolescenza non consente di accettare i compromessi (“Ho appena distrutto la mia famiglia, credo”) e Michele reagisce in malo modo all’idea dei genitori di tacitare i loro dissidi con una soluzione di comodo: trasferirsi in America, internare il nonno Dino in un ospizio.
Michele trova in una compagna di scuola problematica, Vera, un’alleata e un rifugio nella sua casetta costruita su un albero. 

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E tu splendi di Giuseppe Catozzella (qlibri)

coverRicordati: la paura è una bugia 

E tu splendi di Giuseppe Catozzella affronta diversi temi attraverso l’esperienza di Pietro e Nina, due bambini che hanno perso la mamma e affrontano il loro dolore – che ha la forma di un cane immaginario (“è spuntato Canetto, chissà da dove arrivava”) - ad Arigliana, in Lucania, presso i nonni. Qui i due ragazzi partecipano ai drammi collettivi tipici di un paese del sud: lo spopolamento progressivo, il potere economico basato sulla prepotenza e le collusioni, l’arrivo di clandestini sui quali si indirizzano diffidenze e rivendicazione nella più classica delle “guerre tra i poveri”.  

Con la purezza dei bambini, sfidando le paure (“Ricordati: la paura è una bugia”) e i pregiudizi (“Un invasore bracciante”), Pietro intreccia amicizie e scoperte, finalizzando le proprie azioni a recuperare il rapporto con la mamma scomparsa (“Il moncherino di foto che portavo al collo. Mi aveva salvato dall’incendio….”) e alcuni messaggi che la donna gli ha lasciato. 

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Una di Luna di Andrea De Carlo (i-libri)

coverUna di Luna di Andrea De Carlo è Margherita, una donna che ha plasmato la sua vita sulla predominanza di un padre ingombrante (“Essere apprensivi per un padre che ti ha tiranneggiato tutta la vita”), non in senso fisico – è di bassa statura – ma per personalità.
Questa circostanza ha condizionato il carattere di Margherita (“Credo che sia per via del carattere di mio padre se ho sempre avuto una tendenza a evitare i conflitti, ad allarmarmi anche per una semplice discussione: immagine che sia già difficile avere un  padre aggressivo, ma averne uno aggressivo e ipersensibile è decisamente peggio”), il suo sentire (“Ci vuole poco a farmi sentire fuori luogo, priva dei codici necessari”). 

Quando Achille Malventi viene invitato a una trasmissione televisiva come chef (“Sembravano pescati da un catalogo online di stereotipi umani a uso televisivo”), Margherita ha forse l’occasione per regolare il proprio rapporto con il genitore, ma l’occasione fallisce di fronte alle bizze (“La vera pasta alla gricia, che non va mai chiamata amatriciana bianca!”) anche comiche del padre (“Andate a prendere questo diavolo di lardo!”). Un padre che per certi versi richiama un personaggio (anche lì padre) di un precedente romanzo di De Carlo (Uto), mentre per l’ironia ricorda il padre del protagonista di Full of life di John Fante. 

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