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Le recensioni di Bruno Elpis

Il sorriso di Jackrabbit di Joe R. Lansdale (qlibri)

coverPrender a calci un coniglio morto e dir che salta 

La premiata ditta degli investigatori Hap & Leonarda torna ne Il sorriso di Jackrabbit di Joe R. Lansdale ingaggiata da uno strano duo: madre e figlio (“Quello che vogliamo è assumervi per cercare mia figlia che è scomparsa”), due razzisti ignoranti, si rivolgono a loro per rintracciare la figlia/sorella (“La chiamiamo Jackrabbit: ha un sorriso da coniglio”), una ragazza che sembra scomparsa nel nulla (“Le piaceva dare scandalo con i suoi comportamenti”). 

Sul caso aleggia anche il mistero del padre della ragazza, uno strano predicatore (“Sebastian era un folle, parlava di uomini lucertola e apocalisse all’orizzonte”) morto in modo che – con eufemismo – potremmo definire irrituale (“Le mani in tasca mentre lo strangolavano… tagliarlo mentre era ancora vivo, usare un martello per rompergli le costole e raggiungere lo stomaco. Avrebbe ingoiato una chiave prima di essere strangolato. Continuava a dire che voleva vedere le sue viscere fumanti”). 

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Sottomissione di Michel Houellebecq (qlibri)

coverNoi siamo gli indigeni d’Europa 

Attraverso la figura di un professore della Sorbona, intellettuale gaudente e decadente (“Ancora una volta mi ritrovavo da solo”) come l’Huysmans oggetto degli studi, Michel Houellebecq con il romanzo Sottomissione provoca i lettori costringendoli a riflettere su tendenze e rischi in atto nella nostra civiltà. 

L’immigrazione e la progressiva islamizzazione della società occidentale rendono sempre più concreta l’ipotesi di una prevalenza quantitativa che mina la cultura occidentale. Nella fiction letteraria ciò induce la politica francese a radicalizzarsi in due tendenze: l’affermazione di una sinistra compiacente (“La Fratellanza mussulmana si era preoccupata di esprimere una posizione moderata, sostenendo la causa palestinese solo con moderazione…”), la contrapposizione dell’estrema destra xenofoba. 

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I tacchini non ringraziano di Andrea Camilleri (i-libri)

coverI tacchini non ringrazianodi Andrea Camilleri è una raccolta di racconti che hanno per protagonisti gli animali.

Nella postfazione Camilleri spiega qual è stata l’occasione che ha instillato l’idea di concepire quest’opera: una frase pronunciata da un nipote (“Il primo motivo per il quale ho scritto questo libro è perciò quello di testimoniare che ai miei tempi gli animali non erano ancora artificiali”) e la lettura di un articolo secondo il quale la scienza sarebbe a un passo dal conoscere cosa pensano gli animali  (“Se veramente un giorno riusciremo a sapere quale opinione hanno di noi gli animali, sono certo che non ci resterà da fare altro che sparire dalla faccia del pianeta, sconvolti dalla vergogna”).

I protagonisti sono cani (Aghi, cane diffamato: “Un cane da buca… cani particolarmente aggressivi, addestrati negli allevamenti nella caccia dei porcospini”), gatti (Elegia per il barone), uccelli (Non toccare le mie ciliegie, capito?) e perfino maiali (Il giorno che i maiali si sbronzarono: “Ognuno di noi intanto, munito della propria sedia, si difendeva come poteva dall’assalto dei maiali, cercando di tenerli lontani”).

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La campana di vetro di Sylvia Plath (qlibri)

coverMi sentivo opaca e sconfitta

Ho riletto il romanzo stimolato da Una di luna di Andrea De Carlo (lì entrambi protagonisti si riconoscono nella comune esperienza della lettura de La campana di vetro di Sylvia Plath).

La campana di vetro di Sylvia Plath è la cronologia di una deriva esistenziale che attraversa il fallimento dei rapporti umani, la disillusione per l’impulso creativo, il tentativo di suicidio, l’approdo alla patologia psichiatrica con la drammatica esperienza dell’elettrochoc.

Affido il riassunto a due passaggi del romanzo:

Avevo rinunciato a una borsa di studio presso un importante college femminile dell’est, abborracciato l’impiego di un mese a New York e respinto come marito un solidissimo studente di medicina che un giorno… avrebbe guadagnato un posso di quattrini.”

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