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Le recensioni di Bruno Elpis

Le otto montagne di Paolo Cognetti (qlibri)

coverUn sasso era un berio 

Vincitore dello Strega giovani 2017 e nella cinquina finalista del medesimo premio con il maggior numero di preferenze, Le otto montagne diPaolo Cognetti è la storia dell’amicizia autentica tra Pietro – ragazzo milanese figlio di genitori che provengono da paesini di montagna – e Bruno, un montanaro di poche parole che esprime nella concretezza dei gesti e delle azioni una filosofia di vita spontanea e verace che riflette la cultura essenziale del luogo (“Come se alla lingua astratta dei libri, io dovessi sostituire la lingua concreta delle cose… Un sasso era un berio ed ero io, Pietro: ero molto affezionato a quel nome. Ogni torrente tagliava una valle e per questo si chiamava valey, e ogni valle possedeva due versanti dal carattere opposto: un adret bene esposto al sole, dove c’erano i paesi e i campi, e un enevrs umido e ombroso, lasciato al bosco e agli animali selvatici”). 

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Chi sta male non lo dice di Antonio Dikele Distefano (qlibri)

Cosa ci vado a fare io in Congo? 

coverChi sta male non lo dice e infatti non dicono di star maleYannick e Ifem, due ragazzi dalle origini africane che – come racconta Antonio Dikele Distefano – vivono in modo diverso il disagiodell’immigrato che in terra straniera deve affrontare l’emarginazione e i pregiudizi razziali.

Yannick è schiavo della droga, Ifem si tuffa nell’amore per Yannick e si aggrappa al sentimento per arginare il dolore per la morte improvvisa della madre: l’ha vista uscire in lacrime, poi ha saputo del suo incidente… 

Lo sbocco risolutivo per i due ragazzi è diverso: lui passa attraverso la comunità (“Fino a quando non ci si rende conto che se si vuole che accada qualcosa nella nostra vita, quella cosa dobbiamo volerla e farla noi”), lei affronta il suo dolore (“Mentre sparisco tra le braccia di mio padre mi rendo conto che si capiscono così tante cose quando non si è più innamorati. Io come lui oggi aspetto che qualcuno mi salvi”) e il distacco da Yannick con un ritorno alle origini (“Cosa ci vado a fare io in Congo?... Mamma… Vado per tornare diversa, per dimenticarmi che non ci sei e ricordarmi che esisto”). 

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Quello che l’acqua nasconde di Alessandro Perissinotto (qlibri)

coverPerché mi lavo due volte al giorno 

Quello che l’acqua nasconde di Alessandro Perissinotto è titolo che allude alla sindrome di Macbeth  (“Lo hai capito perché mi faccio il bagno o la doccia due volte al giorno?”). 

Edoardo Rubessi, genetista in odore di Nobel, torna a Torino dagli States con la moglie Susan, fotografa, per un ciclo di convegni. Dovrebbe essere un ritorno trionfale e invece si trasforma in un incubo a causa di un vecchio stalker (“Potresti ammazzarmi questo sì, o farmi ammazzare, ma denunziarmi no, sarebbe troppo rischioso per il tuo personaggio pubblico, per la tua carriera, per i tuoi finanziamenti: non si dà il Nobel a quelli come te”) che assedia la coppia con messaggi strani (“Ho scoperto che villa Azzurra era un ospedale psichiatrico infantile e che oggi è abbandonato…”) e ambigui (“Chi è il dottor Grubesic?”). 

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Nostalgia di Ermanno Rea (qlibri)

coverPovera Sanità! 

Bello il titolo “Nostalgia” (“Nostalgia, che poi è il sentimento che domina il protagonista di questa cronaca e ne determina le scelte. La parola nostalgia nasce dall’abbinamento di due vocaboli della lingua greca classica: nóstos, che significa ritorno, àlgos, che vuol dire dolore”), fa riferimento a un sentimento spesso importante, a volte dominante. 

Ottimo l’autore, Ermanno Rea, così capace di descrivere Napoli (“Povera Sanità! Strade strette e tortuose, palazzi fatiscenti, alle spalle una lunga storia lunga più di due millenni, testimoniata da ipogei, altari, sepolcri scolpiti, scale che scendono sottoterra come volessero raggiungere le viscere del pianeta”) e le sue peculiarità (“La Sanità è piena di grotte, gallerie, anfratti, androni bui che si aprono su imprevedibili giardini, vie strette inaccessibili alle automobili, bassi fatti apposta per ingoiare fuggiaschi. Se Napoli è un mondo a parte rispetto al resto del pianeta, la Sanità è un mondo a parte rispetto alla stessa Napoli”). 

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