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Le recensioni di Bruno Elpis

Chiamami col tuo nome di André Aciman (qlibri)

coverIo ti chiamerò col mio

Chiamami col tuo nome di André Aciman è la fenomenologia del rapporto omoerotico tra Elio, diciassettenne figlio di un professore che nel periodo estivo ospita studenti nella propria villa in riviera ligure, e Oliver, ventiquattrenne americano che fin da subito colpisce le attenzioni dell’adolescente.

La prima parte (intitolata “Se non dopo, quando?”) è dedicata a pensieri, emozioni e scoperte che portano Elio a realizzare di essersi innamoratodi Oliver (“La risposta… mi colpì dritto in faccia come uno di quei pupazzi a molla dal sorrisetto malefico che schizzano fuori dalla scatola appena la apri. «Dopo.»”). 

La seconda parte (“La collina di Monet”) analizza l’esplosione della passione tra riti estivi, passeggiate (“Qui… ci veniva Monet a dipingere”), dialoghi, letture e nuotate. Il sentimento si carica delle tinte forti della gelosia, del feticismo, dell’identità fusionale tra gli innamorati (“Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio”). 

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Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda (qlibri)

coverUn kit perfetto. Da Ikea dei clandestini 

Il piccolo Enaiatollah lascia l’Afghanistan per sfuggire le persecuzioni alle quali sono sottoposti gli hazara ad opera di talebani e pashtun. Custodisce nel cuore pochi consigli che la mamma gli ha impartito: “Tre cose non devi mai fare nella vita… La prima è usare le droghe…. La seconda è usar e le armi… La terza è rubare.” 

Il romanzo è il racconto che il piccolo riversa sullo scrittore Fabio Geda e narra il lungo, pericoloso viaggio attraverso Pakistan, Iran, Turchia, Grecia, per raggiungere l’Italia con il miraggio di un futuro migliore. 

È una selezione spietata quella che designa la sopravvivenza dei migranti. Il piccolo Enaiat la vince grazie all’intraprendenza, alla determinazione e a qualche piccolo espediente. 

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Origin di Dan Brown (i-libri)

coverOrigin è un altro guazzabuglio di Dan Brown, che anche questa volta consacra Robert Langdon (e la “sua memoria eidetica”) protagonista di un’impresa a dir poco velleitaria. Si tratta infatti di rispondere a due domande elementari che – manco a dirlo – sono il nocciolo della vita:
Da dove veniamo?
A cosa siamo destinati?

Possiede le risposte a questi dilemmi, che da millenni affliggono l’uomo e l’ecosistema nel quale vive, l’ateista Edmond Kirsch (“Aveva cominciato a pronunciarsi con crescente convinzione contro quelli che considerava i pericoli della fede religiosa”), una sorta di Steve Jobs (“Sono un computer geek che se ne sta tutto il giorno seduto davanti a uno schermo”) che decide di convocare il mondo intero al museo Guggenheim di Bilbao per notificare le clamorose risposte su Origini e Destinazione cosmica in modo scenografico e plateale. Prima dell’appuntamento con il mondo interconnesso, Edmond ha tuttavia ritenuto opportuno incontrare tre patriarchi religiosi – il vescovo spagnolo Valdespino, un rabbino e un imam – per testare la reazione delle grandi religioni monoteiste alla rivelazione che dovrebbe fondare il nuovo corso delle cose.

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Un grande spettacolo di Patrizia Rinaldi (qlibri)

coverIl futuro lo fa 

Armando è un ragazzo che narra di sé, del primo amore, della crisi coniugale di papà e mamma, del fratellino Andrea, un bambino con mille interessi personali, ma con scarsa propensione a relazionarsi agli altri. Andrea vive in un mondo tutto suo e ama il wrestling perché a questo sport riconduce la schematica rappresentazione della contrapposizione tra buoni (“Gabriel in arte Wild Angel comparve al centro del ring”) e cattivi (“Hellbroke, il nemico del buono, il rivale dell’ho-sempre-ragione-io”). 

E proprio quando il piccolo Andrea ottiene di assistere al match che vede il suo idolo contrapposto al cattivo di turno… per una caso la mamma viene ingaggiata come lottatrice e da lì parte un’avventura che rivoluziona gli schemi e mette in dubbio le certezze dei ragazzi (“E meno male che la passione per i manga è solamente un ripiego!”). 

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