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Le recensioni di Bruno Elpis

Preghiera del mare di Khaled Hosseini (qlibri)

coverLa fiducia che riponi in me mi strazia

Nella prefazione Roberto Saviano pone l’accento sulla capacità di un padre di rassicurare il proprio figlioletto (“Dammi la mano. Non ti succederà niente di male”).

Nella preghiera di Hosseini – idealmente recitata dal padre per propiziare la speranza per se stesso e per il figlio (“La fiducia che riponi in me mi strazia”) - si accalcano i ricordi di un passato felice, interrotto da eventi nefasti, e l’angoscia per la partenza imminente  (“Pensare a quanto è profondo il mare, a quanto è vasto e indifferente”).

Le illustrazioni di Dan Williams sono la vera sorpresa di un libro che si legge in cinque minuti, salvo appunto indugiare sulle immagini.

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Il complesso di Telemaco di Massimo Recalcati (i-libri)

coverIl complesso di Telemaco di Massimo Recalcati affronta un argomento di grande interesse e attualità (“Telemaco… guarda il mare, scruta l’orizzonte. Aspetta che la nave di suo padre – che non ha mai conosciuto – ritorni per riportare la Legge nella sua isola dominata dai Proci…”): il ruolo, la figura, il significato del padre in un’epoca paragonabile alla notte dei Proci (“La condizione dei giovani-Telemaco di oggi è quella dei diseredati: assenza di futuro, distruzione dell’esperienza, caduta del desiderio, schiavitù del godimento mortale, disoccupazione, precarietà. I nostri figli popolano la scura notte dei Proci…”): l’età dell’egotismo (“Il nostro tempo sponsorizza la dimensione feticistica dell’Io come nuovo idolo che ricopre – come accade propriamente nella funzione del feticcio – l’angoscia primordiale legata alla nostra condizione di inermità”) e del peggiore degli edonismi possibili (“In alternativa all’uomo ideologico del Novecento… ciò che lo muove non sono più le grandi passioni ideali, ma la spinta compulsiva del godimento mortale”), un’epoca nella quale i figli hanno smarrito la prospettiva del futuro, vivono la tragedia dell’assenza di desiderio (“Nessuna epoca come la nostra ha conosciuto una libertà individuale e di massa come quella che sperimentano i nostri giovani”), sono vittime degli effetti che le tecnologie producono sui rapporti sociali (“Le amicizie non passano più dalla mediazione indispensabile dell’incontro, ma si coltivano in modo anonimo sui social network”). 

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La rete ombra di Giovanni Ziccardi (i-libri)

coverLa rete ombra di Giovanni Ziccardi ha per protagonista Alessandro Correnti, in arte Deus (“Faccio l’avvocato di giorno e l’hacker di notte”).
L’eroe, già protagonista de L’ultimo hacker, vive con l’inseparabile cane (“Bonanza, il mio beagle dal passato turbolento”) e ha per vicino un giudice in pensione (“Si è specializzato in tatuaggi giudiziari. Frasi e brocardi tatuati sulle braccia di operatori del diritto”). 

Le sue frequentazioni risentono del profilo professionale: avvocatesse affascinanti – come Sophie, che ha una vocazione animalista (“Sto indagando sullo scandalo delle fonti segrete delle forniture di cibo per cani e per gatti usate dalle multinazionali”) – e nerd come il cinese Wang (“È lui che mi ha costruito il drone detector che tengo sempre in borsa”), e molti altri. 

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E tu splendi di Giuseppe Catozzella (i-libri)

coverPietro e Nina vivono il dolore della perdita prematura della mamma (“Ci siamo ritrovati orfani, che vuol dire che tua mamma invece di abitare fuori inizia ad abitarti dentro”) ed elaborano il lutto (“Più io e Nina prendevamo in mano quelle cose e ci giocavamo facendo finta che mamma era lì, più tutti e due venivamo morsi da un cane, però da dentro, e quei morsi male perché sia a me che a Nina uscivano molte lacrime”) ad Arigliana, paese natale dei genitori, presso i nonni. 

Il paese, in via di spopolamento, è soggiogato dallo strapotere di zi’ Rocco, un delinquente che ha scippato il potere economico anche al nonno di Pietro.
Pietro vive la sua vacanza lucana tra le leggende sulla torre normanna e il palazzo abbandonato (“La presenza della Menzasignor in quei giorni mi terrificava”). La sua curiosità lo spinge a sfidare le paure (“Io una luce là dentro l’avevo vista, e dato che non era la Menzasignor volevo sapere chi era”) e a stanare un nucleo di clandestini rifugiatisi nella torre. Tra questi, Josh, orfano orfano in quanto ha perso entrambi i genitori.

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