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Le recensioni di Bruno Elpis

Le solite sospette di John Niven (qlibri)

coverLa tua vita rovesciata come un calzino 

Le solite sospette di John Niven sono:

Susan (“Ancora sposata a quella barba di Barry… a cincischiare con il giardinaggio, il pane fatto in casa e il teatro dilettantesco”)

l’amica Julie, inserviente in un ospizio (“Non credevo di finire in un posto simile”)

Jill, donna moderata e timorata di Dio, che sta raccogliendo fondi per consentire al nipotino di affrontare una necessaria operazione chirurgica risolutiva (“La sindrome di De Havilland, più unica che rara”)

Ethel, ultraottuagenaria vispa come un grillo (“Questa carampana ce ne ha di grinta eh!”), irriverente, sicuramente il personaggio più esilarante (“Guarda me: ex stella del teatro e del cinema ridotta a miscelarsi i cocktail chiusa a chiave nel cesso e a rubare le caramelle alle nonnine che dormono”). 

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Creatura breve di Gabriele Galloni (i-libri)

coverSulle pagine web del nostro giornale ci siamo già occupati di Gabriele Galloni in un precedente articolo che, dello stesso autore, commenta In che luce cadranno (cliccate sul titolo dell'opera per rileggere le note critiche alla silloge, scritte da Angelo Favaro).

Incuriositi dall'entusiastica segnalazione, abbiamo letto i componimenti - densi, epigrammatici, misterici - molecole della Creatura brevche vede la luce in questo mese di settembre carico di colori e malinconie preautunnali. Ed è una luce obliqua e metafisica quella che trapassa i versi di un giovane poeta sorprendente per intuizione, concisione e inquietudine.

Dopo la provocazione iniziale di un Outtake che, come tale, non dovrebbe apparire, ma si manifesta con spirito ribelle, titoli iterativi (Fabula e Pro verbis declinati con il # numerato) si inseguono inframezzati da un interludio che è una galleria di sei ritratti ("Padre Alessandro trucca i morti..." - "Padre Giorgio ha cent'anni..." - "Padre Claudio disseppellisce i corpi..." - "Padre Jonathan C., di Philadelphia./Scoprì per primo la casa del Diavolo..."). Sei profili, non più di sei: "Qui finisce la galleria di ritratti per il poco tempo concesso all'Autore".

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Bambinate di Piergiorgio Paterlini

coverBambinate di Piergiorgio Paterlini sfata il mito dell’infanzia concepita come età della purezza e dell’innocenza.
Nossignori, i bambini non sono innocenti, sanno essere davvero cattivi, lo aveva già sostenuto Pasolini: “Il conformismo degli adulti è tra i ragazzi già maturo, feroce, completo. Essi sanno raffinatamente come far soffrire i loro coetanei: e lo fanno meglio degli adulti perché la loro volontà di far soffrire è gratuita. È una violenza allo stato puro” (Pasolini, Lettera a Gennariello), 

Dopo cinquant’anni
(Venerdì santo 3 aprile 2015
16 aprile 1965 venerdì santo via crucis)
il narratore – ormai divenuto ricercatore affermato ed espatriato - torna al suo paese natale e viene tempestato dai ricordi (“Quando la Processione, terminato il suo lungo giro, ritorna sbucando da una via laterale, sono ancora lì, paralizzato da questo viaggio nel tempo”) nel venerdì santo (“Un altro Venerdì Santo, cinquant’anni fa esatti”).

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Faremo foresta di Ilaria Bernardini

coverIn questi tempi di piante mezze morte 

Una storia abbastanza esile, quella di Anna: sta per separarsi, ha un bimbo piccolo, Nico, e l’età che attraversa è caratterizzata dalla crisi economica (“Quell’anno eravamo anche diventati tutti più poveri”) e dalla desertificazione. 

Il romanzo si apre con una serie di eventi dolorosi (“Dopo l’incidente di Alessandro, l’aneurisma di Maria e la fine del mio amore, mio fratello Teo si è sposato e la cerimonia si è tenuta alla galleria d’arte di mia madre”), dai quali Anna emerge riorganizzando la nuova casa e, soprattutto, con l’aiuto di Maria, il terrazzo con le piante (“Erano le piante dell’inquilina precedente e le piante di mia nonna arrivate fino a me”). 

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