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Le recensioni di Bruno Elpis

L’isola dell’abbandono di Chiara Gamberale (qlibri)

coverLabirinti dove, per uscire, dobbiamo mollare il filo 

Il filo di Arianna unisce un’Arianna contemporanea all’Arianna della mitologia: entrambe abbandonate a Naxos, entrambe destinate a un nuovo amore. 

L’Arianna de L’isola dell’abbandono di Chiara Gamberale è un’illustratrice vittima della sua fantasia drammatica e della sindrome dell’abbandono. Ha creato l’elefantino Naso, un pelouche che ogni volta viene smarrito, ma ogni volta torna sempre dalla sua bambina (“Talmente paralizzata all’idea di venire abbandonata da scegliere un amico capace di fare solo quello: abbandonarla”) e il coniglio Pilù (“Una specie di coniglio bipolare”), così simile al narcisista e distruttivo Stefano, individuo egocentrico, bizzoso e drogato che riesce a farsi odiare dal lettore con tutte le forze.
Ma non risulta neppure simpatica l’Arianna contemporanea, che passa da Stefano, al surfista Dì, al terapeuta Damiano e si affaccia pericolosamente alla maternità del povero Emanuele (“Abbiamo paura di non essere amati. E allora ci rifugiamo nel nostro trauma, nella nostra ossessione”).

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Dracula ed io di Gianluca Morozzi (i-libri)

coverCosa succede se Dracula abbandona la Transilvania e si manifesta a Bologna? L’esperimento è il tema di Dracula ed io di Gianluca Morozzi, che ambienta nella città felsinea una vicenda humour-horror con un protagonista irrituale: un vampiro che sfida i cliché (“Dracula aveva impiegato qualche secolo a imparare a uscire in pieno giorno senza danni”), le mitologie (“Lo aveva sempre divertito l’idea romantica del vampiro che dorme nella bara”) e le dicerie (“Come quelle altre sciocchezze sull’aglio, la croce, il frassino e gli specchi”), ferme restando la vocazione (“Dracula aprì la dispensa: c’erano fiale di sangue in numero tale da sfamare non solo lui, ma tutti i figli ancora vivi che aveva sparso per il mondo”) e le proprietà del personaggio (“Se fosse diventato nebbia, il pezzo di metallo in testa che lo devastava di dolore… sarebbe caduto per terra lasciandolo libero”). 

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Storie di ordinaria follia di Charles Bukowski (i-libri)

coverLe “Storie di ordinaria follia” diCharles Bukowski possono essere idealmente classificate in cinque categorie, tutte designate dalla lettera E di ego (da “Quattro chiacchiere in pace”: “ecco UNA COSA che non va con gl’intellettuali e gli scrittori: sono sensibili solo alle loro gioie e ai loro dolori. Il che è normale ma schifoso”):
-      Erotici (o presunti tali)
-      Equestri
-      Estetici
-      Egoriferiti (o, più semplicemente, autobiografici)
-      Extra-surreali 

Al primo gruppo appartengono le storie nelle quali Charles declina il proprio machismo (“Tre donne”) in una concezione materialistica del sesso che vede nella donna (sempre designata dal pronome “essa”) lo strumento di un piacere meccanico, da perseguire a ogni costo. Anche attraverso uno scambio d’identità (Ne “Il giorno in cui parlammo di James Thurber”, si finge il poeta francese André per conquistare le grazie di una ragazza e, in qualche modo, del suo compagno) o ricorrendo alla “Violenza carnale” (“la seguii. Non si volse mai indietro… Essa, sempre più bona”). 

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Fedeltà di Marco Missiroli (i-libri)

coverFedeltà di Marco Missiroli, in realtà e al di là del titolo, tratta dell’infedeltà in modo subdolo. 

Infedele è Carlo Pentecoste, ossessionato dalla studentessa Sofia Casadei, con la quale viene sorpreso nei bagni dell’università.
Quante volte si era immaginato di rientrare a casa, tre o quattro ore dopo essersi dato a un’altra donna, dopo aver stordito i corpuscoli di Krause del proprio glande, risvegliati dalla novità e ancora lividi per il coito inedito… mentre baciava Margherita… per riabituarsi all’idea del proprio matrimonio”. 

Infedele è la moglie Margherita, che dal giorno del cosiddetto “malinteso” s’industria a trasformare la fisioterapia (“Facile, probabilmente, era confondere una manipolazione terapeutica con la lussuria”) in occasione per ripagare Carlo con la stessa moneta.
“La chiamava così, l’immaginazione, prendeva la forma di uomini maestosi che fantasticava di avere addosso e intorno, insieme o separati, una cerchia che la proteggesse e la usurpasse.” 

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