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Le recensioni di Bruno Elpis

Il ragazzo nuovo di Tracy Chevalier (qlibri)

coverUn lampo di luce nel viso scuro 

I temi del razzismo, della diversità e dell’accoglienza s’intrecciano nella storia di Osei e Dee, Ian e Mimi (“Erano troppo diversi, loro due: il ras del cortile e la picchiatella”), Casper e Blanca: ragazzi leader per bellezza o per carisma in un college di Washington (“Sebbene nel 1974 Washington fosse chiamata Chocolate City a causa della sua vasta popolazione di colore, non c’erano studenti neri nella scuola di Dee, né famiglie di neri tra i suoi vicini”). Qui Osei detto O – nuovo Otello in verde età – costituisce una novità (“Ma era il colore della sua pelle a spiccare più di tutto, un colore che a Dee ricordò gli orsi che aveva visto qualche mese prima allo zoo, durante una gita scolastica”) che si spegne come un fuoco di paglia nell’arco di una sola giornata e che gli adulti – gli insegnanti – si dimostrano incapaci di gestire adeguatamente (“Pensi che dovremmo… parlare di lui agli studenti? Della sua diversità? Per aiutare ad accoglierlo?”) e senza pregiudizi. 

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La figlia maschio di Patrizia Rinaldi (qlibri)

coverAvevo imparato la distanza durante le violenze 

La figlia maschioriconfermache Patrizia Rinaldi è voce potente e originale della narrativa italiana. Con quest’opera a quattro voci – un palazzinaro che incarna l’arroganza del maschilismo (“Da quel giorno sei diventata un’ossessione pornografica da consumare in privato”), una donna soccombente e recessiva, un intellettuale asservito al potere economico e Na, giovane donna cinese che ha patito le regole imposte da una società spietata e da un’umanità violentaaffronta temi forti, a volte intollerabili (“I padri veri o finti mi volevano, ma non come figlia… legata al mondo con il fiocco rosa dell’incesto”), con uno stile inconfondibile  (“Ti portai nel sestiere più orientale, per questioni di appartenenza tua a qualsiasi oriente…”), distintivo e non convenzionale. 

Ritengo accattivanti modalità e toni con i quali Patrizia Rinaldi esercita la sua critica profonda, che qualificherei neo o post femminista se non fosse riduttivo imprigionare un’essenza in una formula, nei confronti di esistenze, psicologie e modelli socio-culturali – tanto orientali quanto occidentali - che hanno perpetuato squilibri, diseguaglianze e rapporti di potere nella lotta sfrenata che ogni giorno vede contrapposti dominatori e vittime, aggressori e prede, in questo nostro mondo insensato e conflittuale. 

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Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi (qlibri)

coverEro il figlio del grande Giorgio 

Il mare dove non si toccaè una sensazione che chiunque abbia imparato a nuotare ha per lo più sperimentato. Per il piccolo Fabio – sarà autobiografia per Fabio Genovesi? -  si tratta di mettere in pratica il detto secondo il quale se vieni buttato in mare hai due alternative: o affoghi, o impari a nuotare.

E Fabio, tra i terrori di un bambino che vive in una città di mare, quell’estate finalmente impara a nuotare grazie all’amato padre  (“Avevo dieci anni ed ero il figlio del grande Giorgio, che era arrivato sul pianeta Terra con la missione di aggiustare tutto, e invece adesso stava lì fermo su un letto meno vivo dei fiori che gli mettevano sul comodino”). 

Fabio appartiene a una famiglia eccentrica, una comunità autarchica che vive nel villaggio Mancini, con una frotta di zii che pretendono di fargli da padre e da nonni, tanto più quando il vero padre – il grande Giorgio, uomo di poche parole e di molti fatti - viene ricoverato in rianimazione per un grave trauma. In realtà quegli strambi zii imbarazzano il bambino per tutte le stravaganze che compiono. 

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I diavoli custodi di Erri De Luca e Alessandro Mendini (qlibri)

coverPartiti dagli incubi di un bambino dislessico 

I diavoli custodi sono mostri che Erri De Luca commenta a partire da illustrazioni realizzate da Alessandro Mendini: “Partiti dagli incubi di un bambino dislessico, i rispettivi mostri di noi due sono sgusciati fuori da censure segrete, da pudori. Non so decidere se sono stati sprigionati oppure asserragliati in questo libro”. 

Scorrono così riflessioni – più che racconti - sui mostri dei nostri giorni e dei giorni passati, con gli immancabili riferimenti biblici e alla cultura yiddish da parte di De Luca (Abramo e Isacco, l’occhio triangolare divino), gli spettri familiari (“Intorno alla mia tavola tornano a brillare per effetto del buio e del fuoco acceso nel camino”) e personali (“Non ho visto la nudità di mio padre e di mia madre. Le ho dovute conoscere nella loro morte”), e le tragedie dei nostri giorni: “À l’aurore, armés d’une ardente patience, nous entrerons aux splendides villes. Rimbaud in Una stagione all’inferno… Mi passava come un’ape intorno il verso di rimabud mentre costeggiavo a piedi l’isola di Lampedusa.” 

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