logotype
Bruno Elpis Bruno Elpis Bruno Elpis Bruno Elpis Bruno Elpis

Le recensioni di Bruno Elpis

Bambinate di Piergiorgio Paterlini

coverBambinate di Piergiorgio Paterlini sfata il mito dell’infanzia concepita come età della purezza e dell’innocenza.
Nossignori, i bambini non sono innocenti, sanno essere davvero cattivi, lo aveva già sostenuto Pasolini: “Il conformismo degli adulti è tra i ragazzi già maturo, feroce, completo. Essi sanno raffinatamente come far soffrire i loro coetanei: e lo fanno meglio degli adulti perché la loro volontà di far soffrire è gratuita. È una violenza allo stato puro” (Pasolini, Lettera a Gennariello), 

Dopo cinquant’anni
(Venerdì santo 3 aprile 2015
16 aprile 1965 venerdì santo via crucis)
il narratore – ormai divenuto ricercatore affermato ed espatriato - torna al suo paese natale e viene tempestato dai ricordi (“Quando la Processione, terminato il suo lungo giro, ritorna sbucando da una via laterale, sono ancora lì, paralizzato da questo viaggio nel tempo”) nel venerdì santo (“Un altro Venerdì Santo, cinquant’anni fa esatti”).

Leggi tutto: Bambinate di Piergiorgio Paterlini

Faremo foresta di Ilaria Bernardini

coverIn questi tempi di piante mezze morte 

Una storia abbastanza esile, quella di Anna: sta per separarsi, ha un bimbo piccolo, Nico, e l’età che attraversa è caratterizzata dalla crisi economica (“Quell’anno eravamo anche diventati tutti più poveri”) e dalla desertificazione. 

Il romanzo si apre con una serie di eventi dolorosi (“Dopo l’incidente di Alessandro, l’aneurisma di Maria e la fine del mio amore, mio fratello Teo si è sposato e la cerimonia si è tenuta alla galleria d’arte di mia madre”), dai quali Anna emerge riorganizzando la nuova casa e, soprattutto, con l’aiuto di Maria, il terrazzo con le piante (“Erano le piante dell’inquilina precedente e le piante di mia nonna arrivate fino a me”). 

Leggi tutto: Faremo foresta di Ilaria Bernardini

La leggenda del ragazzo che credeva nel mare di Salvatore Basile (qlibri)

coverQualcosa di molto simile al richiamo del sangue 

Marco sogna di diventare un tuffatore e dinnanzi alla bella Virginia compie un’imprudenza.
La fisioterapista Lara riconosce in lui (“Da quando aveva visto la stella di carne sulla spalla di Marco”) il figlio di Antonio, abbandonato per un dolore antico, che ha impedito ad Antonio di vivere. 

Con uno stratagemma Lara conduce Marco nel paese natale: un paese di mare, ove il ragazzo con l’inconsapevole Antonio (“Era come se rischiare la vita insieme li avesse uniti, una sorte di sindrome da frontiera”) affronterà la sua talassofobia (“Cosa ti fa paura?... Con la mano destra indicò il mare”), le sue radici oscure (“Ma come avrebbe fatto a rivelargli che quel ragazzo era suo figlio?”) e il suo futuro (“Sono proprio le cose che ti fanno paura, le più belle da affrontare”). 

Leggi tutto: La leggenda del ragazzo che credeva nel mare di Salvatore Basile (qlibri)

Ragazzo coraggioso di William Saroyan (qlibri)

coverLa grazia di un ragazzo sul trapezio 

Questa raccolta racchiude una serie di racconti piuttosto particolari, che hanno come tema centrale le riflessioni dell’autore armeno sulla propria collocazione – di uomo, di scrittore - nella società americana.
Così nel primo racconto intitolato Il trapezio volante: “Poi, rapido, preciso, la grazia di un ragazzo sul trapezio, spicca il volo dal corpo. Per un istante eterno è tutto: uccello, pesce, roditore, rettile, uomo. Davanti a lui un oceano di parole ondeggia, bigio, non ha fine. Si incendia la città, la folla si ribella. La terra ruota mentre lui, lui alza il viso smarrito verso il cielo vuoto, senza sogni è lui, senza vita, perfetto.” 

La raccolta è preceduta da un’interessante prefazione nella quale Saroyan traccia una poetica destrutturata e ironica:
Questi racconti sono il risultato di un metodo di composizione… i sistemi sono soltanto due: 1) si può decidere di scrivere come Anatole France, Alexandre Dumas o come qualcun altro oppure 2) si può decidere di dimenticare del tutto di essere uno scrittore, sedersi davanti alla macchina per scrivere e mettere le parole sulla carta, una dopo l’altra, meglio che si può. Il che solleva la questione dello stile.” 

Leggi tutto: Ragazzo coraggioso di William Saroyan (qlibri)