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Le recensioni di Bruno Elpis

Un ragazzo normale di Lorenzo Marone (i-libri)

coverUn ragazzo normaledi Lorenzo Marone è Mimì Russo, dodicenne napoletano originale e volitivo, figlio di portiere, animato dalla curiosità per tutto ciò che lo circonda. Un adolescente normale sì, ma speciale.
Un ragazzo normaledi Lorenzo Marone è anche Giancarlo Siani, ventiseienne giornalista (“Giancarlo è uno che non ha paura. Dovreste essere fieri di lui. Il mondo ha bisogno di eroi”) trucidato nel settembre del 1985 dalla camorra (“C’è bisogno di eroi, è vero, purché non abitino nel nostro palazzo”). Un giovane normale sì, ma speciale. 

Cosa rende questi due esseri umani normali e speciali al tempo stesso?
L’autenticità.
La ricerca.
L’autenticità della loro ricerca. 

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Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti (i-libri)

coverTeresa Battaglia è nata il 20 maggio 1958. Ha il combattimento nel cognome e un proclama nel nome (“Le aveva dato quel nome perché credeva che significasse tesoro… in realtà voleva dire cacciatrice”). È una donna con mille difficoltà personali (“Si fugge da ciò che spaventa o ferisce, o vuole farci prigionieri”), ha un carattere scostante e una determinazione non comune. A lei – che possiede quello che normalmente definiremmo un brutto carattere - ci si affeziona scorrendo le pagine scritte da Ilaria Tuti tra i Fiori sopra l’inferno. 

Nell’avventura d’esordio, il commissario Battaglia si confronta con il mistero che aleggia su un gruppo di bambini - Mathias, Oliver, Diego, Lucia, “fratelli di sangue” – e sui loro giochi a Travenì, località delle Dolomiti friulane ove la natura impervia, la temperatura inclemente, la foresta e la diffidenza popolare (“Vedete tutti come intrusi… Travenì era protettiva nei confronti dei suoi abitanti e diffidente verso l’esterno”) rendono ogni cosa più difficoltosa e impenetrabile. 

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Martha Peake di Patrick MacGrath (i-libri)

coverMartha Peakeè per Patrick MacGrath l’occasione di sperimentare la formula ibrida del romanzo gotico e storico. 

L’eroina della storia (“Quella voce rauca… Ma che cuore! Che spirito!... Un’anima di roccia, qualcosa di adamantino che certo l’avrebbe aiutata ad affrontare tutte le prove che l’attendevano!”) è figlia di Harry, poeta sfortunato che – nel tentativo di salvare la moglie da un incendio da lui stesso causato – rimedia una deformità (“Sebbene lo rendesse gobbo e sciancato, tale deformità non lo faceva sembrare più basso bensì assai più alto, trasformandolo in un essere mostruoso”) che lo caratterizza tra mille. 

A partire dal ritratto di Harry che campeggia sul caminetto, la storia di padre e figlia viene raccontata dal vecchio zio William Tree alla voce narrante, il nipote Ambrose, che si reca a Drogo Hall dallo zio per ereditare la proprietà che era appartenuta a un illustre, ambiguo anatomista (“Nell’estate del 1774 mio zio assisteva Lord Drogo nella sua attività di anatomista, e siccome lo faceva già da diversi anni doveva di certo essere al corrente dei mezzi con cui sua signoria si procurava i corpi di cui aveva bisogno. Essi erano forniti da un omettino viscido di nome Clyte. Clyte era un disseppellitore, in altre parole commerciava in caratteri da poco inumati…”) assistito da un personaggio losco (“Clyte, bisbigliante principio di negatività, il disseppellitore… Magro come un chiodo, con quella sua faccia lunga e le guance scavate, gli abiti neri scoloriti e nessuna parrucca a coprire il cranio livido, Clyte… era una creatura che strisciava, che sgattaiolava…”). La sinistra magione si staglia sulla palude Lambeth, è abitata dai fantasmi (“Di notte una creatura si aggirava per drogo Hall, viva o morta che fosse”) e provoca l’interesse di Ambrose (“Io credo che mirasse a possedere la colonna vertebrale di Harry”), che sospinto dalla curiosità e dalla pietà umana (“Avrei recuperato le sue ossa spolpate dando loro sepoltura cristiana”) è risoluto a penetrare i misteri custoditi dallo zio e dal suo fedele servitore Percy (“Frattanto il silenzioso Percy svolazzava dentro e fuori la luce delle candele come una falena, riempiendo a più riprese il calice di cristallo di mio zio con quell’imbevibile vino dolce”). 

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Lei di Mariapia Veladiano (i-libri)

coverLei – la protagonista del nuovo romanzo di Mariapia Veladiano – è una madre speciale: ha un figlio prodigioso anche nell’età infantile (“Quando capirà che la sua stretta ha ucciso l’uccellino ci sarò a consolarlo”).
Per Lui, questa mamma così particolare ambirebbe una vita normale (“Non ha fatto quasi nulla di speciale per trent’anni”).
Nei suoi confronti, questa donna vorrebbe svolgere le solite funzioni materne. Di protezione:
“Con i miei occhi ben aperti
ho salvato Dio mille volte
prima che morisse.”
Vorrebbe accontentarsi, sentirsi fortunata:
Avevo avuto tanto. Ci sono madri che stringono figli che non hanno mai potuto sfamare e nell’abbraccio le loro ossa senza peso si confondono. I loro occhi non possono guardare quelli dei figli, perché non hanno nulla da offrire e possono solo aspettare che il sonno eterno arrivi e però non possono sperarlo.” 

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