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Le recensioni di Bruno Elpis

Le assaggiatrici di Rosella Pastorino (i-libri)

coverLe assaggiatrici di Rosella Pastorino – romanzo vincitore del Premio Campiello 2018 - sono la narratrice, Rosa Sauer detta la berlinese, la rude Elfriede Kuhn, la polemica Albertine, la romantica Leni, la procace Ulla, le madri di famiglia Beate e Heike, le filonaziste “invasate”: Gertrude, sua sorella Sabine, Theodora.
Hanno un compito che le più feroci dittature fin dai tempi dell’antichità – consapevoli dell’odio che seminano – hanno inventato a protezione del despota: un parafulmine contro il pericolo che al tiranno (in questo romanzo Hitler), insieme al cibo, venga somministrato del veleno letale (“Alle undici del mattino eravamo già affamate… Quel buco nello stomaco era paura”). 

L’idea di fondo del romanzo è quella di analizzare le dinamiche interpersonali in un gruppo di donne, accomunate dal terrore indotto sia dal pericolo di vita che si rinnova a ogni pasto sia dalla vigilanza delle temibili SS (“Calzava stivali enormi, perfetti per schiacciare teste di serpenti”). 

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Cati di Rossana Campo (qlibri)

coverAbbiamo scelto la via dei miracoli 

Cati di Rossana Campo è l’adolescente che una schematica visione dualistica della società annovera tra le persone devianti,  non integrate (“Perché una cosa che pensavo  io era che ci sono due tipi di persone, quelli che si adattano a qualunque cosa e studiano e abbassano la cresta… Quelli come me vogliono sentirsi liberi e creativi a modo loro…”) e che manifestano il loro dissenso anche esteriormente (“Mi mettevo i miei jeans neri strappati, il chiodo con le borchie e le spille, i miei anfibi…”). 

Orfana di madre tanto amata, Cati indirizza la propria contestazione verso la matrigna (“Titti, la principessa del pilates”), verso la psicologa alla quale viene affidata (“Qui la fregatura potrebbe essere dietro l’angolo”) e contro Villa Sorriso, la struttura nella quale viene ricoverata dopo una reazione violenta. 

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Le vite potenziali di Francesco Targhetta (qlibri)

coverNelle latebre occhialute 

Ne Le vite potenziali di Francesco Targhetta, romanzo finalista al Campiello 2018, tra Alberto, Luciano e Giorgio – rispettivamente fondatore, programmatore e direttore commerciale della Albecom di Mestre – le mie simpatie vanno al nerd Luciano (“A lui interessava programmare, non aprire aziende”). L’antitesi umana  dello sportivo Fulvio (“I ragazzi come lui erano pochi nelle aziende informatiche, dove per lo più si annidavano persone del tipo opposto, rifugiatesi lì nella convinzione di poter evitare lo scontro con le proprie eterne nemesi: anche nelle latebre occhialute, invece, arrivavano esemplari dell’umanità oppressiva e machista, quella che gli individui come Luciano avevano cercato di scansare fin dall’asilo…”), che ha inguaiato Matilde… Sembra il gioco delle figurine, una tira l’altra. Peccato che – tra queste figurine – uno rischia di smarrirsi. 

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Le assaggiatrici di Rosella Pastorino (qlibri)

coverAdolf Hitler era un essere umano che digeriva 

Amici così, nella segregazione

Le assaggiatrici di Rosella Pastorino – premio Campiello 2018 - sono un gruppo di donne selezionate come cavie: il loro compito è quello di anticipare i possibili effetti di un avvelenamento delle pietanze destinate al Führer (“La colazione, che noi facevamo subito, mentre Hitler la faceva intorno alle dieci, dopo aver ricevuto le notizie dal fronte”). 

Tra le assaggiatrici (“Ulla era un bocconcino, così la chiamavano le SS”), alcune si caratterizzano per personalità: su tutte, la narratrice Rosa e la rustica, misteriosa Elfriede che, dopo alcuni contrasti iniziali, raggiungono un’intesa essenziale ancorché spigolosa (“Si diventa amici così, nella segregazione”). Ed è proprio lo spirito di solidarietà che si crea tra Le assaggiatrici (“Che la vedovanza, effettiva o potenziale, fosse una condizione comune non mi consolava”) – sotto il comune denominatore della paura – l’elemento che infonde ritmo narrativo a un romanzo che ripercorre in forma romanzata la follia di Hilter e alcuni episodi degli anni della dittatura nazista e del suo delirio imperialista. 

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