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Le recensioni di Bruno Elpis

Affabulazione di Pier Paolo Pasolini (i-libri)

coverUna tragedia all’ombra di Sofocle 

In Affabulazione di Pier Paolo Pasolini l’ombra di Sofocle è non soltanto influente fonte d’ispirazione o radice culturale, ma anche  personaggio con il quale si misura un padre, anch’egli nell’epilogo ridotto a mendicante proprio come l’Edipo a Colono. 

Preannunciata da un sogno inquietante come nella miglior tradizione greca (“Ma perché, se in quel sogno si nascondeva Dio,/ne provo tanta vergogna?”), va in scena la tragedia dell’alterità (“Quel biondo terribile, non mio”) che si contrappone al desiderio d’identità (“Ma tu non sai che la più grande gioia dei padri/è vedere i figli uguali a loro?”) e incarna il diritto del figlio all’autonomia esistenziale (“Ma io sono giovane/e ho diritto alla mia ingenuità;/ad avere il mio conformismo di figlio ribelle!”). 

Alcuni passaggi sfidano la proibizione etica, affrontano l’interdizione sociale e si avventurano in sfere ritenute intangibili oltrepassando – per intercessione della madre - il tabù freudiano della scena primaria.

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La Locanda dell’Ultima Solitudine di Alessandro Barbaglia (qlibri)

coverHo prenotato in quella Locanda 

La Locanda dell’Ultima Solitudine di Alessandro Barbaglia è una storia tracciata ai confini del nonsense. Vediamo se riesco a disegnarne una sinossi ragionevole. 

Alla misteriosa e taumaturgica Locanda (“Ho prenotato in quella Locanda di cui ho trovato il biglietto nel suo baule”) confluiscono i percorsi esistenziali di due giovani: Libero e Viola.

Lui ha sposato la figlia del sindaco della Città Grande.

Lei abita in un paesino chiamato Bisogno e discende da una stirpe ove le donne hanno nomi di fiori (“Una volta Margherita accordava i fiori”) e sono per lo più dedite ad attività a dir poco voluttuarie: “Il mercoledì avrebbe organizzato anche un corso per imparare a piangere. Il primo livello era facile, si usavano le cipolle, ma poi bisognava fare tutto senza aiuto.” Viola ha inoltre patito un grande dolore: suo padre si è allontanato (e come non capirlo, vien da chiedersi, anche noi forse saremmo fuggiti a gambe levate da lì!). 

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Anime scalze di Fabio Geda (qlibri)

coverIo non voglio comportarmi in modo diverso 

Nel romanzo di Fabio Geda le Anime scalze sono il quindicenne Ercole Santià, la sorella Asia, il piccolo Luca: bimbi e ragazzi lasciati soli da adulti sconclusionati, incapaci di svolgere il ruolo di educatori e di guide. 

Ercole è alle prese con il primo amore, quello per Viola, una ragazza di buona famiglia, che in lui coglie spontaneità e originalità. Ma Ercole deve affrontare una situazione familiare disastrosa: un padre buono, tuttavia facile all’ebbrezza; il rischio di interventi degli assistenti sociali; una madre sparita, alla quale risale grazie ad alcune cartoline che indirizzano verso Pinerolo e, da lì, a Erta. 

Nella narrazione e nei dialoghi Geda assume, con efficacia di risultato, il punto di vista del quindicenne protagonista:
“E come facciamo?
Basta comportarsi in modo diverso.
Io non voglio comportarmi in modo diverso.
Allora non vuoi essere diverso da lui.
Non so. Forse no.” 

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Del dirsi addio di Marcello Fois (i-libri)

coverDel dirsi addio leghetai pollacos, si parla in molti modi in questo romanzo di Marcello Fois. 

Dice addio ai genitori il piccolo Michele (“Michele Ludovisi è un ragazzo particolare, uno in odore di Asperger…”), svanito nel nulla durante una sosta in piazzola, di ritorno dal ristorante nel quale i genitori Gea e Nicola Ludovisi hanno dato pessimo spettacolo del loro rapporto ormai esaurito. 

Dice addio al padre Pietro (“I padri fingono di volere che i propri figli concludano qualcosa, ma in effetti vogliono solo che siano felici”) – malato terminale di cancro – il commissario Sergio Striggio, icona LGBT che in quel di Bolzano polverizza il machismo di molti protagonisti giallo-noir, ma non l’immagine del bel tenebroso impegnato nei drammi personali. 

Dice addio al commissario Striggio l’avvenente ispettore Elisabetta Menetti, che cerca di portarlo sulla via dell’amore eterosessuale e per questo antagonizza Leo, l’affascinante maestro elementare e compagno del commissario. 

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