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Le recensioni di Bruno Elpis

Il maestro di Francesco Carofiglio (qlibri)

coverLa vita è uno stato mentale 

Il maestroCorrado Lazzari, protagonista del romanzo di Francesco Carofiglio, è la solita storia d’amore – filone piuttosto sfruttato nella narrativa, ma anche nelle canzoni – tra docente e discente? 

Corrado Lazzari è stato un grande in campo artistico e, per l’egocentrismo tipico di molti artisti, ha forse distrutto la sua storia d’amore con Francesca.
Si ritrova solo (“Non tornerà mai in scena”), anziano, a rimpiangere i fasti (“Ripiegata accuratamente tra i fogli, ritrova la locandina dello spettacolo”), il prestigio (“Quella volta andò a vederlo anche Sartre”), il carisma (“Una volta incontrò anche Genet”) e il successo del tempo che fu.
Alessandra è una giovane studentessa (“Faccio una tesi sulla storia della messa in scena di Shakespeare in Italia”), porta il pranzo al maestro e uno squarcio di sentimento (“Alessandra è il suo pubblico”) nella solitudine del vecchio. 

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Un grande spettacolo di Patrizia Rinaldi (i-libri)

coverUn grande spettacolodi Patrizia Rinaldi – Armando, il ragazzo narratore (“Ero il figlio che deve farcela da solo”), e il fratellino Andrea (“Un medico… usò un termine scientifico per dire la tua scarsa voglia di stare con gli altri”) sono alle prese con la separazione di mamma e papà e con i problemi economici familiari.
Armando vive con intensità inesperta il primo amore per la compagna Antonia (l’amore per sempre); Andrea ha una grande passione, il wrestling, e si destreggia con le registrazioni, alle quali trasmette le sue riflessioni che attingono alle verità dell’infanzia (“Questa registrazione è per il gatto Arcangelo… Sei scappato come mostro padre, io lo sapevo che chiamarti Arcangelo non era una buona idea”). 

Proprio per la passione sportiva di Andrea, la famiglia si imbarca nell’avventura che culminerà in Un grande spettacolo finale, durante il quale la redistribuzione dei ruoli – il buono Gabriel Wild Angel, il cattivo Joe Jam e… a quale categoria appartiene la mamma, in arte Anna Green Winning? (“I ruoli di nostra madre avevano preso la china della perfidia”) – si compirà secondo lo schematismo della logica incontaminata che sembra risiedere soltanto nei più giovani (“I piccoli non hanno ancora tutti quei ragionamenti che rovinano i giochi, i grandi perciò sbagliano a non andare appresso ai piccoli”). 

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La compagnia dei soli di Patrizia Rinaldi e Marco Paci (i-libri)

coverLa compagnia dei soli diPatrizia Rinaldi e Marco Paci, premio Andersen 2017 quale “miglior libro a fumetti”, è la storia di ragazzi – Sara, Izio detto lo sgorbio e altri sparuti (“Non sono soldati e non sono nemmeno lava. Sono cinque giovani e un nano”) – che sono sopravvissuti a un doppio ciclo di devastazioni (“Noi siamo i sopravvissuti, gli scampati. Noi siamo scampati ai predatori, ai soldati e ora anche ai topi. Abbiamo una carriera di salvezza!”). 

I giovanissimi superstiti si rifugiano in un mondo sotterraneo (“Qua sotto resiste una geografia particolare di stradine, vicoli, piazzette, slarghi, anfratti”), nel ventre del vulcano e al cospetto delle minacce di eruzione, e da lì Sara e Izio (“Sono la difficoltà di camminare con zampe brevi quando avrei la testa per correre su trampoli alati”) partono per salvare Pier Remigio, figlio di un gerarca delle guerre che ha avuto l’ardire di ribellarsi al padre sanguinario. 

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Il Decamerone di Giovanni Boccaccio di Aldo Busi (qlibri)

coverUna ghirlanda mirabile calata sulla testa 

Cosa combina Aldo Busi ne Il Decamerone di Giovanni Boccaccio? Risponde lui nella prefazione: “Ho tradotto il Decamerone di Giovanni Boccaccio, non ho scritto il mio”. Il fine è quello di rendere il Decamerone fruibile a tutti, soprattutto a coloro che storcono il naso dinnanzi all’idea di leggere un libro scritto nel volgare del ‘300. 

L’orditura dell’opera è nota: a Firenze infuria la peste, ciascuno si protegge (“Schivare e tenere alla larga gli infetti e le loro cose”) e si difende come può (“L’unica medicina contro un male così radicato era alzare il gomito più che si poteva, godersela a squarciagola in giro dando sfogo a tutte le voglie”). Sette fanciulle (Pampinea, Fiammetta, Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile, Elissa) e tre giovani (Panfilo, Dioneo, Filostrato) di buon lignaggio si rifugiano in un’amena villa sui colli fiorentini e lì si trastullano e trascorrono il tempo raccontandosi storie. 

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