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Le recensioni di Bruno Elpis

Port Mungo di Patrick McGrath (qlibri)

coverIl “giovane pintor grande, la sua pirata” 

Vera Savage e Jack Rathbone (Il “giovane pintor grande, la sua pirata”) sono anime inquiete: si sono conosciuti a Londra e, dopo aver fatto tappa a New York, riparano a Port Mungo, Caraibi (“Vagava per i Caraibi insieme a una donna difficile, con la quale aveva una rovente e complicata storia d’amore”), alla ricerca dell’ispirazione artistica che consacri al successo definitivo l’ambizioso ed esibizionista Jack. 

La relazione burrascosa e tormentata tra i due artisti viene narrata da Gin, sorella di Patrick, di lui infatuata (“Si era presa l’uomo che amavo”).
A Port Mungo Jack elabora una tecnica pittorica primitiva (“I suoi quadri malarici”), essenziale (“Ricordavo i colori spessi e fragorosi dei dipinti di Port Mungo, lo sguardo rozzo del primitivista, o meglio del tropicalista”) e violenta, ispirandosi a un modo di vivere rudimentale (“L’odore della carne macellata si mescolava alla fragranza della papaya e del mango”) e selvaggio (“Osservai un uomo sventrare un’iguana con un machete”), mentre Vera dà libro sfogo al suo temperamento infedele e vagabondo, tra fiumi di gin e rum.
Così su Jack incombono i doveri familiari nei confronti delle due bimbe nate dall’amore tormentato.

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La vita segreta delle mucche di Rosamund Young (qlibri)

coverLe mucche inventano giochi 

È uno dei titoli dei paragrafi de La vita segreta delle mucchedi Rosamund Young, opera foderata con l’albero genealogico di mucche, vitelli e torelli che si sono avvicendati nella fattoria Kite’s Nest, un bell’esempio di come un allevamento sostenibile possa contrapporsi con successo alla crudeltà degli allevamenti intensivi che troppo spesso sono veri e propri lager ove i poveri capi vengono maltrattati e sono costretti a vivere in condizioni vergognose (“Ricordate che gli animali sono infelici solo quando è l’uomo a renderli tali” - W.H. Hudson). 

Per notificare al mondo che non serve essere aguzzini per condurre un allevamento, dopo una prefazione che induce il lettore a leggere il resto dell’opera animato dalla compassione verso gli animali seviziati a fine di lucro, l’autrice decide di passare dalla tradizione familiare orale a quella scritta (“Tra i primi ricordi che ho ci sono i miei genitori che raccontano storie di cui sono protagonisti mucche o maiali, galline o uccelli selvatici. Spero di continuare in questo libro quanto è iniziato come tradizione orale”). 

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Il venditore di metafore di Salvatore Niffoi (qlibri)

coverContos pro mannos e monores! 

Il venditore di metaforedi Salvatore Niffoi è “un contadino bovaro che all’improvviso decide di camparsi andando in giro a raccontare storie.
Girovaga attraverso la Sardegna più selvatica, di tappa in tappa in una Barbagia talvolta trasfigurata, spesso crudele e blasfema. Quando arriva in un paese si annuncia con un grido da imbonitore (“Conros, contos pro mannos e monores! Avvicinatevi gente! Mille storie in una sola, tutto il mondo in punta di parola!”) e attira le attenzioni della gente. 

Il personaggio del cantastorie Matoforu è l’espediente narrativo per una rassegna di racconti infarciti di espressioni sarde. Si alternano così le figure del sacrestano costretto a vivere da eremita dalle maldicenze che lo ritraggono sacrilego e scellerato, del carabiniere stolto (“unu maccu in divisa”), del “su cariadore”, l’aggiustatore di ossa dal cuore infranto e tanti altri personaggi con le relative storie. 

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Tutto questo ti darò di Dolores Redondo (qlibri)

coverAveva una doppia vita 

Per Manuel, scrittore di successo (“Sei un ottimo scrittore, per la tua capacità di nasconderti nel tuo palazzo dalle infinite stanze e, da lì, tirar fuori una storia dietro l’altra”), è doloroso scoprire in occasione della prematura morte dell’amato Alvaro che questi gli ha sempre mentito (“Aveva una doppia vita”). 

Risalire nel passato della persona amata può riservare spiacevoli sorprese (“Un’azienda enorme, una famiglia aristocratica, un cattolico praticante e un puttaniere”) e svelare segreti angosciosi. Soprattutto se le radici familiari affondano in un terreno minato dall’ipocrisia delle  convenzioni nobiliari e se i componenti della famiglia - il marchese Muniz de Davila e sua moglie detta “il corvo”, Santiago e Catarina, Fran ed Elisa - nascondono segreti inconfessabili e nutrono sentimenti equivoci. Soltanto il piccolo Samuel sa effondere un po’ di sincerità verso il nuovo erede universale designato dal testamento dello zio defunto. 

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