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Le recensioni di Bruno Elpis

Divorare il cielo di Paolo Giordano (i-libri)

coverDivorare il cielo: può essere un modo emozionale e introiettivo di affrontare la vita, certamente intenso e attivo, senza possibilità di compromesso, adatto a chi cerca, con tenacia, di realizzare la propria promessa esistenziale.
Paolo Giordano torna con un romanzo complesso, articolato, molto letterario, ambientato nella Puglia delle masserie, degli ulivi, della scarsità idrica, della tentazione capitalistica di rinnegare la purezza del passato rurale, corrompendola con le contaminazioni economiche. 

Teresa, la protagonista di Divorare il cielo, trascorre le vacanze giovanili a Speziale (“A Natale ero ancora in preda alla nostalgia di Speziale”), nella villa pugliese della nonna paterna, che confina con la proprietà ove Cesare e Floriana realizzano una comunità adottiva ispirata a principi religiosi che oscillano tra ispirazioni bibliche, metempsicosi ed ecologismo (“Pensavo che per voi testimoni di Geova fosse proibito… Chi ti ha detto che sono un testimone di Geova?”).

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Pasticcio padano di Gaia Conventi (i-libri)

Qual è la ricetta del Pasticcio padano inventata da Gaia Conventi?

Nell'epoca del trionfo di programmi televisivi culinari nei quali chef e cuochi si atteggiano a divinità che contendono a influencer e opinion leader l’altare di una nuova idolatria, Gaia Conventi combina il suo Pasticcio padano  con gli strumenti che le sono congeniali: carta e penna, una buona dose di umorismo, tanta energia, l’amore per la sua città e per i dintorni di Ferrara.

Ma quali sono gli ingredienti di questa ricetta che promette di compiacere prima l’olfatto e poi il gusto?
Provo a sintetizzarli con le tonalità e lo schema di un programma radiofonico che, nella mattinata, cerchi di fornire qualche spunto alla casalinga che non sappia cosa cucinare a mezzogiorno.

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La vita finora di Raul Montanari (i-libri)

coverSpesso diciamo che gli artisti prevengono i tempi, sanno vedere più lontano grazie all’ immaginazione, intuiscono il futuro con la creatività. In altre parole, per dirla con Oscar Wilde, “ogni singola opera d'arte è l'adempimento di una profezia”.

La pubblicazione de La vita finora di Raul Montanari nei primi mesi del 2018 ha anticipato con inquietante tempismo il florilegio di eventi della turpe cronaca (v. Social-cyber-bullismo e La vita finora di Raul Montanari) che ha avuto come protagonisti ragazzi violenti e genitori ottusi nel loro spregevole difensivismo ad oltranza della prole (“Il genitore convinto che il mondo sia un deposito di orrori e nefandezze che però, miracolosamente hanno risparmiato la sua prole”).

In un contesto ove si respirano le atmosfere reali degli anni duemila, l’anginofobo Marco Laurenti (“La cicatrice era ammiratissima”) – un trentenne che, nella sua infanzia, con l’amata sorella ha subito il paternalismo di genitori “vecchia maniera” (“Loro due si spalleggiavano a vicenda nel punirci, nessuno schiaffo veniva contestato, nessun insulto contraddetto”) - accetta l’incarico d’insegnante in una scuola media di un paesino montano.

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L’estranea di Patrick McGrath (i-libri)

coverL’estranea di Patrick McGrath è Constance: una donna complicata (“Aveva una psiche talmente complicata, tutta ripiegata su se stessa come una conchiglia a spirale, un nautilus, e a volte la sorprendevo a parlare da sola come se rispondesse a quello che sentiva dentro la conchiglia”) e ambigua (“Sidney diceva sempre che… in quel periodo avrebbe preferito se fossi stata un ragazzo. Non gli servivo gran che come femmina. Mi chiamava spesso Ganimede. Il giocattolo sessuale degli dei”), a tratti aliena (“Mi irritava la freddezza che comunicava ogni tanto, il distacco… Volevo capire da dove nasceva”) il cui profilo viene tracciato da due voci. Quella di Constance – infantile (“Tutto è in vendita, me l’ha detto il babbo”), confusa, disorientata -, quella del marito Sidney Klein (“Sono un uomo sentimentale. Sono troppo sensibile…”).

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