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Le recensioni di Bruno Elpis

Serotonina di Michel Houellebecq (qlibri)

coverDio è uno sceneggiatore mediocre

A quarantasei anni Florent si sente al capolinea: ha fallito sia sul piano sentimentale sia nella professione, ed è preda della depressione che contrasta con l’assunzione di un farmaco (“L’effetto del Captorix si basava sull’aumento della secrezione di serotonina”) con vistose controindicazioni (“Al momento non provavo nessun desiderio, condizione che molti filosofi… avevano giudicato invidiabile”).

Abbandona l’amante giapponese e l’appartamento (“Il grattacielo totem era stato catalogato tra gli edifici più brutti di Parigi”) – con lei non è stato capace di replicare l’amore che ha visto nei genitori (“Le raccontai la storia del loro suicidio”), si rifugia in Normandia da un amico agricoltore e lì assiste all’apoteosi del suo fallimento ( “L’agricoltura è un’industria pesante che immobilizza ingenti capitali di produzione che generano un reddito basso o inesistente, o addirittura, vedi il caso di Aymeric, un reddito negativo”), rintraccia e pedina un antico amore…

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Le particelle elementari di Michel Houellebecq (i-libri)

coverMichel e Bruno (“Quel bambino si era trasformato in un adulto roso dal desiderio, il bambino e l’adulto che era diventato erano collegati. La sua infanzia era stata precoce, la sua adolescenza atroce…”) sono fratellastri che scontano, entrambi, un’infanzia segnata dall’impostazione libertina e libertaria di una madre hippy (“Venticinque anni dopo, a Bruno sembrava ormai chiaro che si erano trovati in una situazione squilibrata, anormale, senza futuro; considerando il passato si ha sempre l’impressione – probabilmente fallace – di un certo determinismo”).

Michel Houellebecq attraversa la loro storia radiografando e demistificando decenni percorsi da culture tanto dilaganti quanto fragili (“Decisamente, si diceva talvolta con una certa tristezza, quei giovani alla ricerca di nuovi valori spirituali erano proprio dei coglioni”) che hanno prodotto nichilismo, sconcerto, assenza di valori.

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C’era due volte il barone Lamberto di Gianni Rodari (i-libri)

coverAmbientata sul Cusio (“In mezzo alle montagne c’è il lago d’Orta. In mezzo al lago d’Orta, ma non proprio a metà, c’è l’isola di San Giulio. Sull’isola di San Giulio c’è la villa del barone Lamberto, un signore molto vecchio - ha novantatre anni -, assai ricco - possiede ventiquattro banche in Italia, Svizzera, Hong Kong, Singapore, eccetera -, sempre malato. Le sue malattie sono ventiquattro…”) C’era due volte il barone Lamberto diGianni Rodari narra le gesta di un ultranovantenne barone e del suo fido maggiordomo Anselmo.

Gli acciacchi dell’età, descritti nello stile immaginifico di Rodari (“Barone e maggiordomo s’infilano nel tunnel di Corti e penetrano nell’orecchio, sbarcano nelle isole di Langheransdalle parti del pancreas, si arrampicano sul pomo d’Adamo, si avventurano nel groviglio dei glomeruli di Malpighi che se ne stanno raggomitolati nei reni, fanno l’altalena con l’ossigeno e l’anidride carbonica dentro e fuori dai polmoni, salgono sul ponte di Varolio, soffiano nella tromba di Eustachio, suonano gli organi del Golgi, tendono tendini, riflettono sui riflessi, fagocitano fagociti, fanno il solletico ai villi intestinali, mettono in moto la doppia elica del Dna. Ogni tanto si perdono di vista”) sono contrastati con uno stratagemma (“E nelle soffitte della sua villa sei ignari lavoratori, giorno e notte, lo nominano senza sapere il perché: … Lamberto, Lamberto, Lamberto…”) che è elisir di gioventù (“L’uomo il cui nome è pronunciato resta in vita”) e regala nuova vita al barone.

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Meridiano di sangue di Cormac McCarthy (qlibri)

coverCento dollari per ogni scalpo

Meridiano di sangue di Cormac McCarthy è un romanzo che fin dalle prime righe dichiara subito i suoi intenti: bellicosi (“La tenda cominciò a ondeggiare e deformarsi, e come un’enorme medusa ferita si afflosciò lentamente al suolo…”), incendiari (“L’albergo stava bruciando e c’era gente intorno a guardare”), orrifici (“Un muso rincagnato e raggrinzito, piccolo e cattivo, labbra nude arricciate in un orribile sorriso e denti azzurro pallido alla luce delle stelle. Si piegò su di lui. Gli scavò abilmente due solchi sottili nel collo e piegando le ali su di lui cominciò a bere il sangue”).

Non è propriamente facile seguire le gesta di un ragazzo che si unisce a masnadieri (“Saremo degli irregolari, ma non vogliamo passare per straccioni, vero?”) ribelli (“Mentre quei bambocci di Washington scaldano le loro poltrone, se noi non ci muoviamo, un giorno sul Messico – e mi riferisco a tutto il paese – sventolerà una bandiera europea”) e mercenari (“Si chiama Glanton, disse Toadvine. Ha fatto un contratto con Trias. Gli pagheranno cento dollari per ogni scalpo e mille per la testa di Gomez”) che seguono un itinerario di morte nel far west (“Andremo nella Sonora”).

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