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Le recensioni di Bruno Elpis

La leggenda del ragazzo che credeva nel mare di Salvatore Basile (qlibri)

coverQualcosa di molto simile al richiamo del sangue 

Marco sogna di diventare un tuffatore e dinnanzi alla bella Virginia compie un’imprudenza.
La fisioterapista Lara riconosce in lui (“Da quando aveva visto la stella di carne sulla spalla di Marco”) il figlio di Antonio, abbandonato per un dolore antico, che ha impedito ad Antonio di vivere. 

Con uno stratagemma Lara conduce Marco nel paese natale: un paese di mare, ove il ragazzo con l’inconsapevole Antonio (“Era come se rischiare la vita insieme li avesse uniti, una sorte di sindrome da frontiera”) affronterà la sua talassofobia (“Cosa ti fa paura?... Con la mano destra indicò il mare”), le sue radici oscure (“Ma come avrebbe fatto a rivelargli che quel ragazzo era suo figlio?”) e il suo futuro (“Sono proprio le cose che ti fanno paura, le più belle da affrontare”). 

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Ragazzo coraggioso di William Saroyan (qlibri)

coverLa grazia di un ragazzo sul trapezio 

Questa raccolta racchiude una serie di racconti piuttosto particolari, che hanno come tema centrale le riflessioni dell’autore armeno sulla propria collocazione – di uomo, di scrittore - nella società americana.
Così nel primo racconto intitolato Il trapezio volante: “Poi, rapido, preciso, la grazia di un ragazzo sul trapezio, spicca il volo dal corpo. Per un istante eterno è tutto: uccello, pesce, roditore, rettile, uomo. Davanti a lui un oceano di parole ondeggia, bigio, non ha fine. Si incendia la città, la folla si ribella. La terra ruota mentre lui, lui alza il viso smarrito verso il cielo vuoto, senza sogni è lui, senza vita, perfetto.” 

La raccolta è preceduta da un’interessante prefazione nella quale Saroyan traccia una poetica destrutturata e ironica:
Questi racconti sono il risultato di un metodo di composizione… i sistemi sono soltanto due: 1) si può decidere di scrivere come Anatole France, Alexandre Dumas o come qualcun altro oppure 2) si può decidere di dimenticare del tutto di essere uno scrittore, sedersi davanti alla macchina per scrivere e mettere le parole sulla carta, una dopo l’altra, meglio che si può. Il che solleva la questione dello stile.” 

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La forza di gravità di Claudio Piersanti (qlibri)

coverLa ragazza che teneva al guinzaglio quattro cani 

La forza di gravità di Claudio Piersanti narra del rapporto simbiotico che s’instaura tra un vecchio misantropo (“Ti ricordi la terza legge di Keplero?”) e una giovane determinata a intraprendere la ricerca medica. 

Lui, Dario Posatore detto il Professore, fa da precettore e guida, tra le mille intemperanze dell’età e del carattere (“Abbandonò il suo pensatoio tagliente…”); lei, Serena, costituisce l’unico punto di contatto che il Professore ha con la realtà. I dialoghi tra i due sono intensi:
La mia vita è stata operosa ma inutile…
Sapere tante cose non è mai inutile.” 

Quando il Fisco e il Tribunale bussano alla porta dello strambo Professore, questi reagisce in modo inconsulto, la situazione si complica, ma il rapporto tra maestro e allieva – se possibile – si rinsalda. 

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Il professore di Viggiù di Aldo Nove (qlibri)

coverSe tutti delirano, nessuno delira? 

Aldo Nove immagina che Il professore di Viggiù – un uomo che dopo tanto peregrinare si stabilisce nel paese lombardo (“Villa Omero, si chiamava la dimora del Professore”) -  consegni un manoscritto all’amico panettiere, il quale a sua volta lo affida allo scrittore affinché venga pubblicato. 

Il manoscritto contiene verità rivelate, talvolta espresse in versi (“Io ero quel calore, quel calore era la Terra. E la Terra ero io”), teorie (“Se smetti di essere qualcuno, se smetti di cercare di esserlo, allora semplicemente sei”), assiomi (“Ogni cosa è desiderabile e degna di essere amata, perché ogni cosa è tutto”) e critiche rivolte alla società e all’economia globale (“La Finanza, che non è altro che un mostro prodotto dalla nostra immaginazione, è diventata l’unica realtà in cui tutti crediamo”). 

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