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Le recensioni di Bruno Elpis

Preghiera del mare di Khaled Hosseini (i-libri)

coverLa Preghiera del mare, recitata da Khaled Hosseini per bocca di un padre in partenza per un viaggio della speranza con il figlioletto (“Tu sei un carico prezioso, Marwan, il più prezioso di tutti”), è intessuta di ricordi, di orrori (“Il cielo che sputava bombe. La fame. I funerali”), di paure (“Pensare a quanto è profondo il mare, a quanto è vasto e indifferente”) e di aspettative (La fiducia che riponi in me mi strazia”).

La prefazione di Saviano pone l’accento sul tema della speranza (“Riuscire a guardare… oltre, portare l’occhio al di là della linea dell’orizzonte, non fermarsi dove il mare e il cielo si toccano, perché la terra non finisce lì, anzi è proprio lì che comincia”) e sul senso di responsabilità del padre, sul quale grava la fiducia del figlioletto.

Le illustrazioni di Dan Williams sono molto belle, si lasciano ammirare per un tempo superiore a quello richiesto dalla brevissima lettura.

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Il giro dell’oca di Erri De Luca (i-libri)

coverIl giro dell’oca di Erri De Luca è un romanzo ricco di spunti, con riflessioni e inflessioni interessanti. 

Lo sviluppo dell’opera è in crescendo: lo scrittore si rapporta a un figlio mai avuto (“Una donna in gioventù mi disse di avere abortito. Stetti zitto, non contavo niente nella sua decisione presa e fatta”). Inizialmente è quasi un soliloquio (“A noi del maschile non spetta il governo delle nascite”) che prende spunto da una mancanza (“Interrotta la serie delle nascite, ero un ramo senza gemma, o come dice un pescatore amico: uno scoglio che non fa patelle”), poi il racconto si trasforma in dialogo e il confronto, sempre più serrato, si sposta sul piano esistenziale. 

Nella fase del soliloquio Erri De Luca affonda nel ricordo: quando marinava la scuola e si nascondeva allo zoo, l’esperienza della guerra dei Balcani, i genitori, e riflessioni su vari temi. 

La morte: “Quando mi si è fermato il cuore sulla barella del pronto soccorso, ho sentito il nero, non un colore, era una densità”

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Romolo di Franco Forte e Guido Anselmi (i-libri)

coverRomolo di Franco Forte e Guido Anselmi giunge nelle librerie mentre sul grande schermo approda “Il primo re” di Matteo Rovere. 

A distanza di ben 2772 anni dalla fondazione di Roma, i fari della cultura letteraria e cinematografica sono dunque ancora puntati sulla figura leggendaria dei mitici gemelli Romolo e Remo: le loro radici affondano nel terreno di confine tra la mitologia e la storia; le loro origini sono indicate nei genitori naturali – la vestale Rea Silvia (“Sei la figlia di Numitore, una principessa albana!”) e Terazio, schiavo di Amulio, tiranno di alba Longa – e nei genitori adottivi: il pastore Faustolo e la moglie Acca Larenzia. La nascita dei gemelli è avvolta in un alone di mistero divino (vengono attribuiti alla paternità di  Marte, visto che quella dello schiavo è innominabile) e primordiale (vengono ritrovati da “una donna di una trentina d’anni, sporca e denutrita… Lupa”… “in una grotta qui vicino… Quella con la grossa pianta di fico, che chiamano il Lupercale”):
Credo siano stati nutriti da una lupa. Quando li ho trovati, l’animale li stava allattando”. 

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Serotonina di Michel Houellebecq (i-libri)

coverI romanzi di Michel Houellebecq si caratterizzano nel contestualizzare il disagio esistenziale dell’uomo contemporaneo tra i cambiamenti epocali in atto: il progresso scientifico e il neopositivismo filosofico a fronte del fallimento dei movimenti intellettuali e sociali del XX secolo ne Le particelle elementari, la progressiva islamizzazione in Sottomissione

L’attesissimo Serotonina si concentra sul disagio individuale (“Morire di tristezza è una cosa che esiste, ha un senso?”), mentre l’analisi sociologica rimane sullo sfondo di una società condannata alla progressiva pauperizzazione, tipicamente nel comparto agricolo.

Il protagonista Florent è un quarantaseienne (“Nerval… si era impiccato proprio a quarantasei anni, e anche Baudelaire era morto a quell’età, non è un’età facile”) in crisi d’identità sentimentale  (con la giapponese Yuzu: “La nostra coppia era in fase terminale. Non c’era più niente che potesse salvarla…”) e professionale (“Il mio lavoro al ministero dell’Agricoltura mi aveva stufato più o meno quanto la mia compagna giapponese”): fronteggia il malessere ricorrendo a un farmaco (“Gli effetti secondari indesiderabili del Captorix riscontrati più spesso erano la nausea, la scomparsa della libido, l’impotenza”).

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