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Le recensioni di Bruno Elpis

Il rosso e il nero - AA. VV. (Qlibri)

Antologia di racconti, Diamond Editrice

“Il rosso e il nero” è una raccolta di racconti (sottotitolata “Antologia di racconti del XXI secolo”) edita da Diamond nell’ambito della collana “I dittici”: mi verrebbe da dire, parafrasando il nomen e la filosofia della casa editrice, un diamante da quattordici carati, tanti sono i racconti inclusi per rappresentare il cromatismo del rosso e del nero. Non fosse che la raccolta dei racconti è preceduta da un altro gioiello: l’introduzione di Angelo Favaro (“Rosso o Nero, l’informe sostanza del racconto nell’epoca dell’incertezza”) che attraversa il bi-cromatismo del rosso e del nero seguendo le nervature dell’arte, della letteratura e della filosofia. Con grande senso estetico, la prefazione indugia (cito solo alcuni dei numerosi spunti culturali e contenutistici) sulla figura di Julien Sorel, il protagonista de “Il Rosso e il Nero” di Stendhal, opera dalla quale l’antologia mutua soltanto il titolo, transitando su pagine di Fogazzaro, D’Annunzio e Pirandello e penetrando alcuni passaggi del pensiero di Wittgenstein. Senza mai dimenticare la valenza emotiva del contrasto visivo, ben rappresentata anche dalla copertina di Elisa Saltarelli.

I racconti selezionati appartengono tanto ad autori già apprezzati quanto a nuovi autori: tutti hanno fornito un’interpretazione personale del colore rosso (i primi sette) e nero (gli altri sette).

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Lo sguardo di Giacometta di Liliana Panzarani Piersanti

Liliana PanzaraniLa storia di Giacometta, ambientata agli inizi del novecento, viene raccontata dall’autrice con una tecnica interessante, su diversi piani narrativi.

Perché Giacometta si trova sul letto di morte, vittima dell’influenza spagnola che ha fatto più vittime della prima grande guerra. E, come vuole il detto, un uomo (o una donna, nel nostro caso) “sul letto di morte rivede l’intera sua vita”. Il romanzo alterna le descrizioni oggettive dell’agonia della donna in ospedale, la rappresentazione delirante di un processo in un tribunale ove sfilano i personaggi della sua vita, i fatti nei quali la sua vita si è svolta.

A partire da un’infanzia di orfana, durante la quale ha conosciuto soltanto l’affetto di un cane, per passare poi al servizio di un prete, don Cellone, nella cui canonica la ragazza impara a scrivere. E via via, in un crescendo di esperienze lavorative …

Lo sguardo di Giacometta di Liliana Panzarani, recensione su i-libri.com

Il richiamo dell'angelo di Guillaume Musso (Qlibri)

Un romanzo che, nell’ultima parte, s’impenna nel thriller: un registro abbastanza insolito per Guillaume Musso, che ci ha abituato a una narrazione a cavallo tra dramma, commedia e fantasy. “Il richiamo dell’angelo” parte con il tono della commedia americana, quella dei film in bianco e nero anni quaranta e cinquanta con i primi miti di Hollywood: la scena introduttiva si svolge in aeroporto, a New York, dove Jonathan e Madeleine si urtano e, casualmente, si scambiano il cellulare.

Lui è uno chef di grido, che ha conosciuto la fama e la ricchezza, ma che oggi è decaduto e gestisce, con uno strampalato cognato, un ristorante di second’ordine a San Francisco. Lei è una ex-poliziotta, oggi proprietaria di un negozio di fiori a Parigi. A partire dallo scambio dei cellulari, nelle prime due parti del romanzo assistiamo a una progressiva intrusione di ciascuno dei due nella vita dell’altro: la commedia cede il passo al dramma ...
http://www.qlibri.it/narrativa-straniera/letteratura-rosa/il-richiamo-dell'angelo/

Uva noir di Gabriella Genisi (i-libri)

Sto leggendo le prime pagine di un nuovo romanzo. Sono sul treno delle Ferrovie Nord che quotidianamente mi porta a Milano. Decisamente divertenti, le prime pagine del libro fresco fresco, al punto che non riesco a trattenere le risate. Il viaggiatore che ho di fronte, anziché schiacciare un pisolino (è il primo treno del mattino, potrebbe anche essere naturale appisolarsi!) mi guarda incuriosito. E allora io sollevo il libro, in modo che il mio dirimpettaio veda che non sto leggendo l’ultimo della Litizzetto: perché la fonte delle mie risate è “Uva Noir” di Gabriella Genisi.

Il motivo della mia ilarità sta nella scena iniziale: Lolita Lobosco, il commissario più erotico della nostra stravagante penisola, inaugura la sua terza avventura (“Uva noir” è il  frutto che Gabriella ci offre dopo “La circonferenza delle arance” e “Giallo ciliegia”) con una scenetta da commedia americana rivisitata attraverso personaggi intrisi della migliore italianità. Sì, perché Lolita – di proposito, “come un teppistello da quattro soldi” –  guida la sua auto in modo da schizzare l’acqua di una pozzanghera su Giovanni Panebianco, “il cherubino biondo della Procura”: l’uomo più ambito dalle donne baresi, Lolì compresa e in prima fila.

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