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Le recensioni di Bruno Elpis

Carmilla (www.i-libri.com)

Carmilla

Carmilla” di Joseph Sheridan Le Fanu è il racconto che, dal punto di vista cronologico, svolge un ruolo pionieristico nella letteratura horror sui vampiri.

La fanciulla vampiro creata dalla fantasia dello scrittore irlandese è datata 1872, mentre “Dracula” al risale 1897: quindi Le Fanu ha anticipato esattamente di venticinque anni il più famoso Bram Stoker, che viene comunemente considerato il capostipite degli attuali filoni che fanno capo a Stephenie Morgan Meyer e a Lisa James Smith o la fonte d’ispirazione della fortunata cinematografia che annovera il Nosferatu di Herzog e, ai giorni nostri, l’intera saga (Twilight, New Moon, Eclipse, Breacking Dawn …) tratta dal paranormal romance.

In questo commento cercherò di rilevare quali siano gli elementi di originalità, presenti in Carmilla, poi ripresi dalle opere che anche ai giorni nostri mietono tanti consensi ... Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu

Il vento soffia da solo di Lorenzo Di Silvestre

Ciesse Edizioni, commento di Bruno ElpisUn romanzo giovane, scritto da un giovane, contro pregiudizi vecchi come il mondo. Gli stessi dei quali si è parlato anche in occasione della recente morte di un grande cantante come Lucio Dalla.

E allora anche la lettura del romanzo fresco fresco di Lorenzo Di Silvestre è un’opportunità per levare una semplice domanda dal variegato mondo della cultura, quel mondo che si auspica sia il più aperto e liberale della nostra società: perché una persona non deve essere valutata per quello che è? E perché una  persona non può fare quello che vuole – ovviamente senza delinquere – senza essere giudicata?

Ma mi sto rendendo conto che la mia filippica c’entra poco con la storia di Danilo, il protagonista del romanzo: uno stilista neo diplomato che è un personaggio leggero, ironico, estroverso. Che vive le sue amicizie e i suoi amori con naturalezza e spontaneità. Senza risparmiarsi emozioni, investendo tutte le sue migliori energie.

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Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu (Qlibri)

Joseph Sheridan Le FanuLeggendo Carmilla e i racconti di Joseph Sheridan Le Fanu ho provato la stessa sensazione che assaporo quando leggo Poe. Perché ho la netta impressione di trovarmi di fronte all’inventore di un genere destinato a grandi fasti.
Carmilla, la fanciulla vampiro, è datato 1872; il “Dracula” di Bram Stoker è del 1897: quindi Le Fanu ha anticipato di cinque lustri colui che viene comunemente considerato il capostipite dell’horror che nei vampiri individua gli indiscussi protagonisti di un ricco filone letterario.
In “Carmilla” gli elementi e i “topos” della letteratura successiva ci sono già tutti.
Sto pensando all’atmosfera misteriosa e decadente, ravvisata anche nel paesaggio e nella natura:
“La luna, quando splende così intensamente, ha una straordinaria influenza sullo spirito.”
O alla dimensione di un eros nel quale si scontrano romanticismo e ferocia:
“Ci siamo incontrate nel sogno, tanti anni fa, e ora ci ritroviamo, l’una di fronte all’altra, con il ricordo indelebile di ciò che accadde”.
Sto pensando alla rappresentazione della natura della creatura maledetta, che si dibatte in una condizione di morte strutturale:
“… malgrado quella spossatezza che caratterizzava i suoi movimenti …”
imprigionata nel freddo interiore prima che in quello corporeo:
“Alle mie pressanti richieste lei sorrideva debolmente, con una sorta di gelida malinconia che non appartiene alle ragazze della nostra età.”
Sto pensando al determinismo di una legge alla quale non ci si può contrapporre:
“Vi sono delle leggi che non possono essere violate, e io ne sono schiava.”
E al rituale per la soppressione dell’essere maledetto, tanto caro alle rappresentazioni successive:
“Era infestato dai vampiri … Molti furono inseguiti fino alle loro tombe, e distrutti nel solito modo, vale a dire impalandoli, tagliando loro la testa e bruciandone i resti sul rogo.”
Carmilla è un racconto che, pur trattando di morte e di maledizione, conserva un’armonia composta, una soavità calibrata di stampo neoclassico. Così lontana da tutte le derivazioni truculente di sottogeneri che fanno del sangue e della morte un vessillo per catturare audience. Carmilla é una storia da leggere, per recuperare nuovamente il gusto per l’allusione o per il sottinteso, caratteristica che rende uno scritto un’opera d’arte e non uno slogan da gridare ai quattro venti. Una storia che, per tutti questi motivi, ha stregato …

… Bruno Elpis

http://www.qlibri.it/narrativa-straniera/gialli,-thriller,-horror/carmilla-e-altri-racconti-di-fantasmi-e-vampiri/

Galeotto fu il collier di Andrea Vitali

Commedia sexy di mezz'estate, Garzanti, marzo 2012. Commento di Bruno ElpisUn romanzo scoppiettante e umoristico. “Galeotto fu il collier“ candida Andrea Vitali come autore della “commedia sexy di mezz’estate” del 2012.

La ricetta è appetitosa, condita da premesse boccaccesche e interpretata da personaggi dai nomi improbabili.

Gli ingredienti della ricetta

  • Un giovanotto aitante, Lidio Cerevelli, geometra che non è geometra. Trent’anni e ormoni maschili in piena attività.
  • Una straniera disinibita, Helga Ritter, dalle forme esplosive e dai costumi improntati al libertinismo più sfrenato.
  • La madre di Lidio, che si chiama Lirica ed è chiaramente affetta dalla sindrome di Giocasta: vorrebbe gettare il figlio tra le braccia di un buon partito, senza curarsi dell’aspetto esteriore della futura nuora.
  • Il framassone professor Eugeo Cerretti: medico, regge le fila delle pantomime che si svolgono a Bellano, mentre corre l’anno 1930.
  • La di lui nipote, una racchia di prim’ordine: Eufemia, da sistemare a tutti i costi. Maritandola.

Ovviamente, come in ogni ricetta che si rispetti, ci sono poi erbe aromatiche e additivi che vivacizzano sapori e gusto: una miriade di coprotagonisti (tra i carabinieri, il maresciallo Maccadò e il brigadiere Mannu, il segretario di partito Beppe Canizza, sempre preda di fantasie erotiche, l’Os de Mort, l’albergatore del “Cavallino”, le sensuali Olga e Anita) e personaggi minori (le suore Beozia, Repranda, Arginia, i muratori come il Campesi, marito di Anita, e tanti altri).

Primo aspetto del romanzo-commedia: l’umorismo

Caratteristiche della commedia (basta ricordare la più famosa in assoluto, quella alla quale fu poi tributato l’aggettivo di “divina”), volendo a tutti i costi schematizzare, sono da un lato il tono scanzonato e comico, dall’altro l’indulgenza a una certa ‘prosaicità’ di contenuti ... Galeotto fu il collier di Andrea Vitali