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Le recensioni di Bruno Elpis

Lo spirito del mio tempo di Igor Lampis

Nella prima parte del romanzo, Igor dissemina le pagine di preoccupanti indizi, conferendo alla storia la stessa quiete apparente che può aleggiare sopra a un campo minato.

Giorgio, il protagonista, è un uomo-modello: una bella casa, un buon lavoro, un matrimonio felice, una moglie – Diana - della quale è perdutamente innamorato, un neonato che giunge a coronare i suoi sogni di vita familiare realizzata, un ottimo amico – Tony – che viene ad abitare vicino a lui, fiducia nel prossimo e nelle istituzioni, e chi più ne ha, più ne metta …
Tuttavia, già da questa pletora di condizioni ideali e idilliache, il lettore si sente turbato e alza le antenne della propria ricettività. Perché il mare è troppo calmo e, si sa, è anche un topos della letteratura, ogni quiete che si rispetti precede sempre una tempesta. Anzi, a volte, un uragano.
Primo segnale: l’esplosione di un intero palazzo, con relativa strage di vite umane ...

Lo spirito del mio tempo di Igor Lampis, leggi il commento

Ricucire la vita di Ugo Ricciarelli (Qlibri)

Commento di Bruno ElpisUgo Riccarelli, autore che ha vinto il premio Strega nel 2004 con “Il dolore perfetto”, dimostra con un romanzo-saggio di grande interesse umano come sia possibile “Ricucire la vita”.
Il testo è dedicato all’ISMETT di Palermo, centro specializzato in trapiantologia (e non soltanto), che costituisce un centro di eccellenza chirurgica e scientifica nel difficile tessuto socio-economico della nostra splendida Sicilia.
L’autore si era già occupato della sua personale esperienza, di doppio trapianto di cuore e polmoni, nell’opera “Le scarpe appese al cuore” e, quasi suo malgrado, decide di riprendere il tema del dramma umano, esistenziale e sanitario che i trapiantati devono vivere: “La strada che mi ha portato alla malattia e poi alla guarigione, e infine alla lotta per mantenere la salute così faticosamente raggiunta, è una strada complessa, a suo modo esaltante e terribile insieme, una cosa con la quale convivo tuttora e che, forse proprio per questa sua attualità, mi ha sempre tenuto un po’ distante dagli inviti a darne pubblicità, a raccontarne le tappe …. come spesso capita ai reduci …”
Il centro ISMETT nasce da una partnership internazionale con l’UPMC, centro all’avanguardia di Pittsburgh, Pennsylvania ... http://www.qlibri.it/saggistica/salute-e-benessere/ricucire-la-vita/

Il gioco della mantide di Mauro Saracino

Commento di Bruno ElpisNell’imminenza di un matrimonio d’interesse, la promessa sposa  applica al nubendo una web cam e due orecchini-microfono: una specie di antifurto installato su una persona.

O, per mantenere un riferimento mass-mediatico, “un grande fratello” in piena regola, che consentirà alla donna di osservare il proprio uomo per un’intera giornata: al fine di valutare ogni sua infedeltà o tradimento (“Sposandoti, compro la tua vita. Se permetti voglio prima sapere se è un buon affare o no …”).

Perché lei, la mantide Elisabetta Rumeo, è una ricchissima imprenditrice, un po’ attempata e non certo affascinante, mentre lui, Daniele Sennis, è un bel ragazzo, giovane, ex modello ed ex tossicodipendente, che vede nel matrimonio l’occasione propizia per cambiare vita e proiettarsi nel mondo ricco di agi della ‘bella società’.

Le premesse del romanzo, dicevo, descrivono situazioni interessanti: l’ansia di controllare l’altro, la possessiva ambizione di dominare completamente una persona, perfino nelle sue manifestazioni più intime, il potere del denaro (“Sai benissimo quanto sono oculata nei miei investimenti”).

Inquietanti interrogativi si susseguono ... Il gioco della mantide, Mauro Saracino, leggi il commento di Bruno Elpis

Il silenzio dell'onda di Gianrico Carofiglio

Una vita impegnativa, pericolosa, sicuramente carica di tensione e piena di lacerazioni. Al punto che Roberto, dopo l’ennesima missione pericolosa e conflittuale in Colombia, sull’orlo dell’esaurimento, viene collocato in aspettativa, perché soffre di manie depressive con tendenza al suicidio: non si è sparato un colpo in bocca soltanto perché un collega ha sventato casualmente il suo tentativo di farla finita.

Quindi, il lettore ritrova Roberto dall’analista, intento a ricucire i brandelli di una vita lacerata: perché il protagonista si trova in una fase nella quale è “come se il confine fra i ricordi, i sogni, la realtà, la fantasia e gli incubi si fosse improvvisamente incrinato e il criterio per distinguere gli uni dagli altri fosse diventato impalpabile, e inutile”.

Nel passato di Roberto vi sono molte ombre ... Il silenzio dell'onda, Gianrico Carofiglio, recensione di Bruno Elpis