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Le recensioni di Bruno Elpis

Consigli per gli acquisti di ... Natale

Un libro, tra i consigli per gli acquisti di Bruno ElpisAmo i regali immateriali, perché amo le idee.
Cosa c’è di più bello che offrire un’idea? E’ un regalo che può restare nel tempo e può suscitare emozioni più di quanto non avvenga con un oggetto materiale, da consumare velocemente secondo il meccanismo “usa e getta” tipico della nostra effimera società delle apparenze.

Meccanismo che si fonda sulla seguente catena: bisogno - illusorio appagamento del bisogno attraverso un oggetto  – senso d’insoddisfazione – nuovo bisogno … Il circuito si autoalimenta e procede lungo una spirale, ma è destinato a spezzarsi: perché il desiderio muore. Nella constatazione che tutto possediamo o che possiamo avere tutto, tutto tranne la felicità.

Dirò di più: regalando un’idea, diviene addirittura auspicabile un altro perverso meccanismo della nostra fatiscente civiltà, quello del ‘riciclo’ del regalo natalizio ricevuto. Perché a questo punto, se regalo un’idea, anziché temere che il regalo venga ‘riciclato’, mi auguro che si inneschi proprio il ciclo del ‘forward’ iterativo. In questo modo la mia idea circola, si diffonde, raggiunge altre mete oltre a quelle iniziali.

Ma a questo punto, questo mio articolo potrebbe sembrare la solita litania contro la società dei consumi. E invece no! Fornirò consigli concreti, rispettando il punto di partenza iniziale, ossia l’amore per il regalo immateriale, con un vincolo ben preciso: quello della spesa, tanto più in questo periodo di sacrifici e austerity, anche per correre ai ripari da uno stato ingordo che, attraverso la sua casta, continuamente mette le mani nelle nostre tasche ...

Consigli per gli acquisti di ... Natale

Voglio un racconto ... spericolato!

Voglio un racconto spericolatoLa raccolta antologica di questi racconti scaturisce da un’idea di Damster Edizioni, che – nell’ambito di un concorso letterario – ha sollecitato fantasia e sensibilità di autori a trarre ispirazione dalle canzoni di Vasco Rossi, per selezionare ventisei “storie spericolate”.

Tutte dedicate o semplicemente derivate dal controverso e idolatrato rocker di Zocca, che anche in questi giorni fa tanto parlare di sé: si tratti di esternazioni su Facebook, di litigi mass-mediatici con Ligabue, di polemiche con esponenti politici su temi antichi come la liberalizzazione delle droghe o anche solo dell’apprensione che causano ai fan le notizie sulle sue condizioni di salute.

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La donna che collezionava segreti di Iain Pears

Romanzo giallo. La recensione è di Bruno ElpisAgli appassionati di “giallo d’arte” segnalo La donna che collezionava segreti, romanzo di Iain Pears, giornalista, studioso e appassionato d’arte, già autore de “La quarta verità”. I protagonisti sono una coppia di coniugi ben assortita: lei, Flavia Di Stefano, italiana, è capo del Nucleo investigativo per la tutela del patrimonio artistico; lui, Jonathan Argyll, inglese, è un professore di storia dell’arte. Flavia, nella sua indagine, fa riferimento al suo ex superiore, il pensionando generale Taddeo Bottardi. Il caso è il seguente. Un quadro, prestato dal Louvre e destinato, insieme ad altri, a un’esposizione internazionale patrocinata dal governo italiano viene rubato da uno strano personaggio: mascherato da ‘Leonardo da Vinci’, con una pistola giocattolo nelle mani, fugge con la refurtiva a bordo di un furgoncino dopo aver distribuito cioccolatini alle guardie. Flavia viene incaricata dal primo ministro in persona, Antonio Sabauda, di recuperare il quadro, pagando un riscatto milionario, che le viene fornito da un misterioso ‘benefattore’. Ma c’è un piccolo particolare ... La donna che collezionava segreti, recensione su Malgrado poi

La signora Harris di Paul Gallico

La recensione del romanzo è di Bruno ElpisUn romanzo che ha il sapore di una fiaba. Di una in particolare: Cenerentola, “mutatis mutandis”. La signora Harris, collaboratrice familiare inglese, conduce la sua umile vita trastullandosi tra le faccende domestiche presso svariati datori di lavoro. E proprio attendendo a questa modesta occupazione - che la segna nel fisico e nel modo di presentarsi al punto che la gente, vedendola, comprende a colpo d’occhio di aver di fronte un’inserviente – coltiva un sogno.
Come Cenerentola, la minuscola signora Harris ha dunque “il suo sogno, un sogno tanto squisitamente femminile: quello di un vestito prezioso, da fiaba, uno solo in tutta una vita di squallore”. In sostanza, Ada Harris sogna di recarsi a Parigi, alla maison di Christian Dior, e acquistare uno strepitoso abito (designato con il nome di ‘Tentazione’!) dello stilista più raffinato dell’epoca. Per realizzare questo progetto ... http://www.qlibri.it/narrativa-straniera/romanzi/la-signora-harris/