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Le recensioni di Bruno Elpis

Lo scurnuso di Benedetta Cibrario (Malgradopoi)

Edito da Feltrinelli, recensione di Bruno Elpis per Malgradopoi.itL’autrice, che con “Rossovermiglio” si è aggiudicata il premio Campiello 2008, torna con un romanzo ambientato a Napoli e dintorni, per celebrare l’amore che i suoi nonni nutrivano nei confronti della loro città e di ogni forma d’arte.

E, per realizzare una vocazione che evidentemente le è stata trasfusa dalla cultura familiare, Benedetta Cibrario sceglie una delle forme artistiche che fanno di Napoli una città unica per tradizione e artigianato: l’arte dei figurari che, creando accademie e statuine del presepe, modella una forma di scultura ancestrale, istintiva e fortemente rappresentativa della vita popolare.

Lo scurnuso è uno storpio, uscito dall’abilità creativa di un trovatello, Sebastiano detto Purtuale, che scolpisce l’espressione di dolente vergogna del proprio padre adottivo, Tommaso Iannacone, colui che l’ha sottratto da un incerto destino per avviarlo all’arte di modellatore.

Sebastiano, come tutti gli artisti, ha un temperamento originale: asociale, scontroso, vive nella totale chiusura psicologica le proprie paure:

Come poteva dirle dei diavoli dalle lingue di fuoco, golosi di carni tenere?” ...

Lo scurnuso di Benedetta Cibrario

Nebbia sull'Arno di Orfeo Paci (Io scrittore)

Recensione del romanzo di Orfeo PaciHo scomposto idealmente questo romanzo di Orfeo Paci in tre parti.

La prima parte realizza quello che spesso è un desiderio che ci blandisce. L’idea di poter tornare indietro nel tempo, riavvolgere le fasi della vita, ritrovarsi in un punto precedente e già vissuto, con la possibilità di cambiare qualcosa. Nelle proprie scelte o nelle proprie opportunità. Questa chance viene misteriosamente offerta a Rodolfo, una sera, mentre sta camminando lungo l’Arno avvolto dalle nebbie. Il protagonista si ritrova sbalzato nel tempo all’anno 1946. Nel proprio paese, a Limito, nella campagna toscana, Rodolfo incontra l’amato padre, intravede la storia d’amore tra il genitore e sua madre, si innamora – ricambiato – di Laura, donna dal passato drammatico, raggiunge il fratello maggiore Bruno che il padre ha affidato ai nonni, passando attraverso avventure che implicano falsificazione di documenti, scontri a fuoco con le forze dell’ordine e un incontro clandestino con il brigante “Maremmano”.  Del resto, l’arrivo di Rodolfo a Limito nell’anno 1946 rappresenta un mistero: “La faccenda è sospetta, prima viene ucciso un uomo, poi arriva questo tizio, si stabilisce in casa sua e se la intende con la vedova.” La permanenza di Rodolfo nel passato si protrae fino alla disavventura nell’Ombrone in piena, ove il giovane sacrifica la propria vita … per salvare quella del padre.

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Giallo d'Arte (i-libri)

Dalla I edizione del concorso letterario Giallo d'Arte, promosso dal sito web malgradopoi.it

Spesso, a conclusione di un concorso letterario, chi ha organizzato il concorso produce un’antologia con i racconti selezionati tra i partecipanti.

Questo è quanto accaduto anche con “Giallo d’Arte 2011” di  www.malgradopoi.it: il bando richiedeva racconti ispirati al binomio “mistero” e “arte”, una formula amata dagli scrittori e gradita ai lettori, come testimonia – per citarne uno per tutti - il clamoroso successo editoriale del “Codice da Vinci”.

Ho trovato pertanto interessante leggere l’antologia di “Giallo d’Arte” per verificare come gli autori abbiano “interpretato” questo spunto: scegliendo un artista amato o un’opera e annodando la loro scelta a una trama di mera fantasia. Così qualcuno ha selezionato un dipinto (qualche esempio? “Giuditta e Oloferne”, l’immancabile “Gioconda”, “I girasoli” di Van Gogh …), qualcun altro ha musicato il proprio racconto con un’opera lirica o con una musica di Chopin.

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Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo di Gaetano Cappelli

Gaetano CappelliDavvero controversa, questa storia del “Barolo del Sud”.
Ambientata a Ferrandina, sulla collina materana, la vicenda ha per protagonista Riccardo Fusco, uomo in piena crisi d’identità: “dopo un avvio promettente in cui si era illuso di poter diventare un celebre intellettuale, la sua vita non era stata che un’inesorabile disfatta.” Per converso, sua moglie Eleonora “aveva realizzato ogni suo sogno, anzi più di quello che avesse mai sognato, superandolo in tutto …” Eleonora, per la cronaca, dirige il teatro stabile di Potenza e cornifica il marito con giovani attori, tra i quali il “magnetico clone” di George Clooney.

Naturale che un uomo, in queste condizioni, sia in crisi d’identità: alla prima occasione, Riccardo fa comunella con i vecchi compagni di liceo, lo stralunato pittore Giacenere e il ricco Graziantonio Dell’Arco, tra le altre cose produttore di vini. Questi è l’erede di Michelantonio, latifondista che ha infinocchiato i contadini locali vendendo il proprio fondo con annesso giacimento di metano (“l’oro diafano”) un attimo prima dell’esproprio, convertendosi poi alla produzione della gassosa.

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