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Le recensioni di Bruno Elpis

Morte apparente, un romanzo di Thomas Enger

Mi sono accostato a questo romanzo istintivamente attratto dall’estetica del titolo: morte apparente. Il titolo, in un libro, si sa, esplica decisamente quello che nel marketing si chiama un “effetto civetta”. Assorbito da questa evocazione, ho subito pensato a una mia paura antica: per l’appunto, quella della morte apparente. Il senso di soffocare, svegliarsi rinchiusi in una bara, per colpa di un sonno profondo che, annullando le funzioni vitali, anche quelle minimali, viene scambiato per morte. La mia paura forse infantile è motivo sufficiente a farmi preferire la cremazione all’inumazione. Poi la narrazione di Enger mi ha catturato e ho abbandonato la mia suggestione di partenza, rapito da una storia originale ambientata nella Oslo che vive, soffrendo come altre capitali (e non solo) europee, il difficile transito verso la società multietnica. E, capitolo dopo capitolo, mi sono lasciato coinvolgere da una trama intrigante e ben congegnata che, con la sapiente tecnica del “thriller”, affronta molti temi che la società multirazziale propone: con le sue contraddizioni e i pregiudizi sulle culture “diverse” da quella occidentale.

Morte apparente, recensione, iperborea.com

Chiudi gli occhi, di Raul Montanari

L’ambientazione lacustre, decisamente, crea un’ottima atmosfera per una storia nella quale gli elementi si combinano in una miscela esplosiva, che deflagra in una scena collettiva – quella della resa dei conti - di straordinaria violenza fisica ed emotiva: un’autentica mattanza.
Tutto origina da un orrendo delitto (una ragazzina stuprata e uccisa) e dal ritorno in paese dell’indiziato, dopo anni di ostracismo volontario.

Chiudi gli occhi, recensione, qlibri.it

Strane cose, domani

Strane cose, domani” si lascia apprezzare per molti particolari, al di là della storia già di per sé originale: uno psicologo, che ha commesso un inconfessato duplice omicidio, trova un diario abbandonato su una panchina. E’ una specie di messaggio nella bottiglia e appartiene a una giovane, che invoca aiuto. Da questo momento gli eventi si susseguono a cascata, verso un finale drammatico e sorprendente.
E veniamo agli ulteriori motivi di apprezzamento.

Strane cose domani, recensione, qlibri.it

L'esistenza di Dio, di Raul Montanari

Penso che Raul Montanari sia un autore “viscerale”. Lo è anche in altri romanzi che ho letto, ma ne “L’esistenza di Dio” lo è in modo squisito. Mi spiego meglio: è “viscerale” perché le immagini che crea ti entrano dentro e perché trasmette emozioni che penetrano nel profondo. Anche per via dello stile, incalzante e inquietante, e per le tonalità narrative da chiaroscuro.

Della storia mi piace scegliere, su tutti, un episodio: quando i personaggi praticano “il gioco dei desideri e delle paure”. Provate a farlo anche voi, questo gioco, ovviamente con altri, ammesso che ne abbiate il coraggio. Farete o riceverete almeno una rivelazione sconvolgente. Come Adriano, il claustrofobo, che esprime un desiderio elementare: “Vorrei che Dio esistesse”. Scatenando una ridda di sentimenti e riflessioni che fanno dimenticare agli altri la seconda parte del gioco. E nessuno più gli chiede quale sia la sua paura più grande.

L'esistenza di Dio, recensione, qlibri.it