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Le recensioni di Bruno Elpis

I mondi del fantasy - terza parte

“L’odio degli spiriti” è davvero intenso e si insinua, grazie all’avvincente scrittura di Juri Villani, in una vicenda di pirati e spagnoli: toni cupi e misteriosi, mentre l’ombra di un indiano e  altri fantasmi consumano una vendetta vecchia di secoli. Voto: bravo, 7+ (chi si ricorda il tormentone di Cochi e Renato? Roba archeologica …) Giudizio: io non amo troppo massacri e combattimenti! Però Juri scrive bene. Dino Antonio Tappatà propone un connubio tra mitologia e discordianesimo con tanto di citazioni dai “Principia” di Hill in “Cane caldo e pettirosso freddo”... http://www.malgradopoi.it/letture-consigliate/narrativa-i-mondi-del-fantasy-3-parte

Piovono "Gocce su Dino Baggio" di Bruno Elpis

La biografia di un campione, Ciesse EdizioniBel colpo quello messo a segno dalla mia casa editrice, edizioni Ciesse: Carlo Santi, editore oltre che autore di romanzi ("Il quinto vangelo" e "La bibbia oscura", già da me recensiti su questo stesso sito e, primizia di questi giorni, il pamphlet provocatorio "Bastardi si diventa"), si è assicurato la pubblicazione di "Gocce su Dino Baggio", un racconto nel quale il campione racconta la sua storia e concede rivelazioni sul mondo del calcio che promettono di stupire. Qui trovate tutte le informazioni:

http://www.ciesseblog.info/2011/09/gocce-su-dino-baggio_1996.html

I mondi del fantasy - seconda parte

Prima di procedere, segnalo che i racconti di quest’antologia (I mondi del Fantasy) sono già stati commentati, con maggior competenza tecnica di quanto il sottoscritto possa fare, nell’intrigante sito web del bravo Maurizio Vicedomini, giovane e promettente autore appassionato di letteratura fantasy. Apre le danze della “summa del fantasy” Federica Priola e “Dentro alla (sua) crepa” ho trovato un’idea originale ...

www.malgradopoi.it/letture-consigliate/i-mondi-del-fantasy-racconti-fantastici-2-parte

Il normanno di Francesca Panzacchi

Un libro di Francesca Panzacchi, Ciesse EdizioniCon questo romanzo Francesca riconferma la sua vocazione per una narrazione fluida e avvincente. Soprattutto quando si tratta di esprimere sensibilità e sensualità femminile. O quando decide di descrivere le dinamiche dell’innamoramento e dell’attrazione fatale. Magari accennando al rapporto di potere, sempre insito in una relazione, al desiderio di dominio e di protezione, all’ambivalenza dei sentimenti. Un’altra sindrome di Stoccolma, quella affrescata ne “Il normanno” da quest’artista della penna (e ora anche della fotografia!), con uno sviluppo e un epilogo diversi da quelli dell’opera di esordio in Ciesse Edizioni, la mozzafiato “Casa di Sveva”.

Devo dire che ho seguito con attenzione la vicenda, temendo  che Francesca mandasse in frantumi - con un capriccioso colpo di testa - una storia d’amore ben contestualizzata nel medioevo inglese all’epoca dello scontro tra normanni e sassoni.

Ciò non è avvenuto … per lo meno in senso plateale. E proprio in questo sta l’abilità di Francesca: stupire il lettore, mentre si aggira tra le righe che lei scrive, guardingo, quasi temendo un’imboscata.

Così la nostra autrice ha creato un altro capitolo che si aggiunge alle storie d’amore contrastato da famiglie ed eventi storici. Con buona pace del lieto fine. Intendo dire, ci sarà, non ci sarà? Sta al lettore scoprirlo! Sta al lettore arrivare alla fine, per sapere se, questa volta, la “principessa” della fiaba finalmente troverà una sintesi classica (tipo … e vissero felici e contenti) o un finale “alla Sveva”. Rimando alla prefazione della ristampa del romanzo per altre mie annotazioni …