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Le interviste di Bruno Elpis

Intervista a Giorgio Fontana, autore di “Morte di un uomo felice”, premio Campiello 2014

Giorgio Fontana

D - Grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande in un periodo per te così denso d’impegni. Parliamo prima del romanzo: si conclude “il 29 luglio 1981… c’era il matrimonio di Lady Diana d’Inghilterra”. Il 1981 è l’anno della tua nascita. Cosa significa questa coincidenza? È un ideale passaggio di testimone, il desiderio di approfondire gli anni che non hai vissuto per motivi anagrafici o altro ancora?
R - In realtà è stata davvero una semplice coincidenza, nulla di più. La data della morte di Colnaghi era già stata decisa nel romanzo precedente, Per legge superiore: il 1981 mi sembrava un buon anno dal punto di vista storico. Magari a livello inconscio qualcosa ha agito, ma non avevo deciso nulla a tavolino. 

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Intervista a Bruno Morchio, autore de “Lo spaventapasseri”

Bruno Morchio

(foto di Paolo Amodio)

D - La dedica iniziale (“Ai miei vecchi compagni di studi e di lotta e a Tina che non ho fatto in tempo a conoscere com’era”) presenta una straordinaria assonanza con il plot del romanzo. O è soltanto una coincidenza?
R - Non è una coincidenza: nella dedica come nel romanzo pubblico e privato si intrecciano inestricabilmente, così come buono e cattivo. 

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Intervista a Ilaria Tuti, vincitrice del premio “Gran Giallo Città di Cattolica 2014” di Bruno Elpis (seconda parte – MilanoNera)

Ilaria TutiIlaria Tuti è un’artista versatile: autrice, illustratrice, animatrice del forum Abaluth… Ho avuto modo di apprezzarne le doti artistiche in diverse occasioni, ma sono soprattutto le sue qualità umane ad avermi colpito… qualità che emergono anche in questa intervista.

Dunque hai vinto! Quali sono state le tue sensazioni quando hai appreso della vittoria? E quali sono le tue valutazioni adesso che qualche ora è passata?
Ho appreso della vittoria in dodici passi: quelli necessari alla giuria per chiamare i dodici nomi dei finalisti, dal dodicesimo al primo. La mia unica speranza era non essere la prima a dover salire sul palco, perché non avrei saputo che cosa fare. Il titolo del mio racconto, però, non veniva mai pronunciato e non riuscivo a capacitarmene. A metà lista ho pensato: ho già raggiunto un traguardo insperato, non posso chiedere altro. Invece… I tre finalisti sono stati annunciati in modo diverso: la straordinaria Marinella Manicardi ha recitato l’incipit di ogni racconto premiato, dal terzo al primo. Non trovo ancora le parole per spiegare quello che ho provato. Sentivo la sua voce interpretare le mie parole, che lette da lei, con il cuore, mi apparivano bellissime, e tutto quello che riuscivo a pensare era “non può essere vero”. Ora, quando ci penso sento gli occhi pizzicare. Provo una profonda gratitudine. 

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Intervista a Ilaria Tuti, vincitrice del premio “Gran Giallo Città di Cattolica 2014”

Ilaria TutiIlaria Tuti, oltre che talentuosa scrittrice, è illustratrice presso le edizioni Nero Press e  anima il blog di Abaluth (ove, tra l’altro, crea le cover per gli e-book che raccolgono i racconti selezionati nei vari concorsi). Le risposte che ha fornito alle nostre domande vengono corredate dalle immagini di alcune sue opere. 

D - Dunque hai vinto!  E queste sono le motivazioni del premio: “Quando il delitto in famiglia assume una connotazione arcana, sfruttando gli archetipi della tragedia greca per delineare personaggi di spessore e ambientazioni originali, che costruiscono un'impalcatura narrativa solida e avvincente”. Cosa ne pensi?
coverR - La prima parola che ha attirato la mia attenzione è stata “arcana” e ho pensato che allora ero riuscita a dare al racconto l’aura di mistero quasi sacrale che mi ero riproposta. Volevo ammantare il delitto di un fascino antico e caricarlo di emozioni che andassero oltre l’orrore suscitato dalla morte.
Sono poi felice che i personaggi risultino di spessore, perché nelle mie storie i sentimenti, positivi o negativi, vengono prima di tutto. Per le ambientazioni mi sono affidata a una parte della mia terra così splendida che non ha bisogno di finzioni letterarie per affascinare, tanto che anch’io che la conosco da quando sono nata scopro sempre qualche dettaglio storico o artistico che ignoravo. 

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