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Le interviste di Bruno Elpis

Intervista ad Antonella Di Martino, autrice di “Giulio Cesare, il primo dei Cesari”

Antonella Di MartinoAbbiamo già rivolto qualche domanda ad Antonella Di Martino ai tempi non lontani della pubblicazione del saggio che ha scritto su Hitler. Oggi torniamo a parlare con lei nell’occasione di una nuova avventura che l’ha condotta… nella Roma Antica (il commento all’opera è disponibile a questo link). 

D - Antonella, vogliamo innanzitutto ricordare che Giulio Cesare, il primo dei Cesariappartiene alla serie dedicata ai “Signori della guerra”? Ci  parli di questa collana?
R - Cito le parole che hanno presentato i primi personaggi della serie, Gengis Khan e Attila: “due icone che fanno parte dell’immaginario collettivo mondiale e che hanno scritto con il sangue pagine e pagine di storia sui campi di guerra di mezzo mondo..” 

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Intervista a Gaia Conventi, autrice delle “Novelle col morto”

Gaia Conventi

D. – Come butta a “Giramenti”? E, per rimanere in ambito sferico, che programmi ha il tuo blog per le imminenti feste natalizie?
R. - A “Giramenti” gira sempre bene, fare satira editoriale non ti lascia mai a corto d'argomenti. E sempre risibili, ché su “Giramenti” sappiamo bearci dei drammi letterari d'Italia!
Per noi sarà un Natale dedicato ai “tramisti”: ne proporremo più del solito e forse più del necessario. Per chi non fosse frequentatore abituale del blog occorre specificare che i “tramisti” sono gli scrittori – ma noi preferiamo definirli scrittHobby – di Yahoo Answers. Quelli che “Ditemi cosa ne pensate della mia trama”, “Cerco un editore e non voglio spendere troppo”, “Nessuno mi pubblica, è tutto un complotto!!1!!1”. Quindi per le feste saremo online, sperando di risollevare il morale agli amici che devono subire il parentado a tavola.

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Intervista a Ugo Cornia, autore di “Animali (topi gatti cani e mia sorella)”

Ugo CorniaD. - Il tuo romanzo riflette il rapporto che hai con gli animali?
R. – Credo di sì. Anche se adesso, da qualche anno non ho animali in casa, e non ho il minimo desiderio di averne. Non ho voglia di qualcosa che mi tenga impegnato. 

D. - Quanto influisce, sulla composizione di “Animali”, la nostalgia per la cultura contadina e per la tradizione agreste?
R. – Non ho nessun tipo di nostalgia per la cultura agreste e non ho mai avuto parenti contadini. Anche nell’ottocento i miei avi facevano altri mestieri. Nei rapporti con gli animali, che per come li intendiamo noi, sono oggetti di lusso, i contadini sono sempre stati abbastanza spietati, ovviamente non per cattiveria, ma perché non potevano permettersi nessun lusso. 

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Intervista a Marco Ghizzoni, autore de “Il cappello del maresciallo”

Marco GhizzoniD - Mi sono documentato. In realtà Boscobasso è un parco in provincia di Pavia…
R - Davvero? Giuro che non lo sapevo! Ho preso la prima parte del nome del paesello a cui mi sono ispirato e ho aggiunto "basso" perché si trova nella bassa padana, tutto qua. Inoltre mi piaceva il suono, tutte quelle S che a Cremona pronunciamo quasi all'emiliana. 

D - Da qualche parte ho letto che, per le tue caricature, ti sei ispirato alla tua realtà cittadina. È vero? In caso affermativo, come hanno reagito i tuoi compaesani? Qualcuno si è identificato?
R - Devo precisare che sono nato e vivo da sempre a Cremona; la realtà a cui mi sono ispirato, da cui ho assorbito le dinamiche emotive e sociali tipiche dei piccoli centri, la devo a mia madre e al bar-trattoria che ha gestito per quasi 20 anni in un microscopico paese a 2 km dalla città. Anni formativi - dagli 11 ai 28 circa - in cui, la frequentazione di una vera e propria compagnia, prima, e del bar in quanto posto di lavoro della mia genitrice poi, le storie e i personaggi hanno cominciato a sedimentare dentro di me. Ci tengo a chiarire che nel mio romanzo non c'è nulla di autobiografico, ciò che ho catturato sono le atmosfere, le sfumature, gli odori e i sapori e da lì ho costruito una storia verosimile ma non vera.

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