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Le interviste di Bruno Elpis

Intervista a Gaia Conventi, autrice delle “Novelle col morto”

Gaia Conventi

D. – Come butta a “Giramenti”? E, per rimanere in ambito sferico, che programmi ha il tuo blog per le imminenti feste natalizie?
R. - A “Giramenti” gira sempre bene, fare satira editoriale non ti lascia mai a corto d'argomenti. E sempre risibili, ché su “Giramenti” sappiamo bearci dei drammi letterari d'Italia!
Per noi sarà un Natale dedicato ai “tramisti”: ne proporremo più del solito e forse più del necessario. Per chi non fosse frequentatore abituale del blog occorre specificare che i “tramisti” sono gli scrittori – ma noi preferiamo definirli scrittHobby – di Yahoo Answers. Quelli che “Ditemi cosa ne pensate della mia trama”, “Cerco un editore e non voglio spendere troppo”, “Nessuno mi pubblica, è tutto un complotto!!1!!1”. Quindi per le feste saremo online, sperando di risollevare il morale agli amici che devono subire il parentado a tavola.

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Intervista a Ugo Cornia, autore di “Animali (topi gatti cani e mia sorella)”

Ugo CorniaD. - Il tuo romanzo riflette il rapporto che hai con gli animali?
R. – Credo di sì. Anche se adesso, da qualche anno non ho animali in casa, e non ho il minimo desiderio di averne. Non ho voglia di qualcosa che mi tenga impegnato. 

D. - Quanto influisce, sulla composizione di “Animali”, la nostalgia per la cultura contadina e per la tradizione agreste?
R. – Non ho nessun tipo di nostalgia per la cultura agreste e non ho mai avuto parenti contadini. Anche nell’ottocento i miei avi facevano altri mestieri. Nei rapporti con gli animali, che per come li intendiamo noi, sono oggetti di lusso, i contadini sono sempre stati abbastanza spietati, ovviamente non per cattiveria, ma perché non potevano permettersi nessun lusso. 

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Intervista a Marco Ghizzoni, autore de “Il cappello del maresciallo”

Marco GhizzoniD - Mi sono documentato. In realtà Boscobasso è un parco in provincia di Pavia…
R - Davvero? Giuro che non lo sapevo! Ho preso la prima parte del nome del paesello a cui mi sono ispirato e ho aggiunto "basso" perché si trova nella bassa padana, tutto qua. Inoltre mi piaceva il suono, tutte quelle S che a Cremona pronunciamo quasi all'emiliana. 

D - Da qualche parte ho letto che, per le tue caricature, ti sei ispirato alla tua realtà cittadina. È vero? In caso affermativo, come hanno reagito i tuoi compaesani? Qualcuno si è identificato?
R - Devo precisare che sono nato e vivo da sempre a Cremona; la realtà a cui mi sono ispirato, da cui ho assorbito le dinamiche emotive e sociali tipiche dei piccoli centri, la devo a mia madre e al bar-trattoria che ha gestito per quasi 20 anni in un microscopico paese a 2 km dalla città. Anni formativi - dagli 11 ai 28 circa - in cui, la frequentazione di una vera e propria compagnia, prima, e del bar in quanto posto di lavoro della mia genitrice poi, le storie e i personaggi hanno cominciato a sedimentare dentro di me. Ci tengo a chiarire che nel mio romanzo non c'è nulla di autobiografico, ciò che ho catturato sono le atmosfere, le sfumature, gli odori e i sapori e da lì ho costruito una storia verosimile ma non vera.

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Intervista a Patrizia Rinaldi (in occasione della pubblicazione di Rosso caldo)

D - Innanzitutto complimenti: Blanca è diventata un “prodotto d’esportazione”! Cosa ci racconti di questa nuova esperienza? All’estero, che accoglienza ha avuto il tuo romanzo?
R - Grazie. Pare bene, ma è presto per conoscere con precisione i dati: Europa Edition ha pubblicato la traduzione di Tre, numero imperfetto di Antony Shugaar per la distribuzione negli Stati Uniti e in Gran Bretagna ad agosto scorso, Ullstein ha pubblicato la traduzione di Ulrike Schimming a maggio. È stata un’esperienza che mi ha insegnato molto, il confronto con i traduttori è stato una lezione bella di linguaggi diversi, di esigenze lessicali complesse. 

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