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Le recensioni di Bruno Elpis

L'ultima estate di Pompei di Stefania De Prai Sidoretti

Stefania De Prai SidorettiGrazie all’amica Stefania De Prai Sidoretti ho fatto un tuffo nella letteratura per la gioventù, della quale principalmente si occupa questa autrice nella sua produzione letteraria.

Stefania mi chiama “Lupo Bruno”: mi ha conosciuto leggendo un mio racconto pseudo-fantasy (“Notti e luna”) nel quale parodiavo la letteratura sui licantropi, fingendomi io stesso uomo-lupo.

Di questa donna di grande cultura, la quarta di copertina dei suoi libri recita: “… è nata a Roma … vive in una casa nella campagna romana tra Canale Monterano e Manziana. Laureata in lettere moderne con indirizzo in storia dell’arte, lavora presso la Sovraintendenza ai beni culturali del comune di Roma. … Nella collana Aquiloni (ndr: delle Edizioni Il Rubino) … per i Classici, ha curato una riduzione e le relative schede didattiche de … I promessi sposi …

Per presentarla in modo meno formale, ho chiesto ad alcune sue amiche di parlarmi di lei. E leggete un po’ cosa mi hanno scritto ...

L'ultima estate di Pompei, Stefania De Prai Sidoretti

Zia Antonia sapeva di menta di Andrea Vitali (Qlibri)

“Da che se la ricordava, la zia aveva sempre avuto intorno a sé quell’orbitale profumato, frutto di chili e chili di caramelle e mentini succhiati nell’arco di una vita intera”.
Se, dunque, nella camera d’ospizio di zia Antonia, la madre superiora, suor Speranza, e il mite nipote Ernesto avvertono uno sgradevole odore d’aglio, qualcosa di strano deve essere successo!
Tanto più che la dolce ottuagenaria, l’Antonia del titolo, si trincera dietro a una caparbia volontà di rifiutare il cibo.
Nella costante alternanza tra l’aromatico profumo della menta e il nauseante odore dell’aglio, indagano sullo strano caso, con il principale intento di sottrarre l’anziana zia a una morte per inedia, suor Speranza, il fedele nipote Ernesto Cervicati, che per la zia ha sempre avuto grandi attenzioni e profondo rispetto, e il medico – immancabile nei romanzi di Votali - il dottor Aloisio Fastelli.
La pista dell’odore d’aglio conduce a due personaggi a dir poco sospetti ... http://www.qlibri.it/narrativa-italiana/romanzi/zia-antonia-sapeva-di-menta/

Il procuratore di Andrea Vitali (Malgradopoi)

Recensione di Bruno Elpis apparsa su Malgradopoi"Il procuratore”, uno dei primi romanzi di Andrea Vitali, si presenta così: copertina in bianco e nero, che raffigura il battello della “Navigazione Lariana”.

Nel romanzo, la scena iniziale vede l’arrivo sulla sponda di Bellano dell’Alessandro Volta, “il battello a elica più grande del lago, che attracca”. E’ il 1° novembre 1938. Sbarca un forestiero e al “Caffè dell’imbarcadero” incontra Deilde, una giovane donna che gli ricorda qualcuno.

In realtà il forestiero è Marco Perini, originario di Bellano, professione procuratore. No, non è una avvocato. Svolge un’attività di intermediazione del tutto particolare: procura donne alle case di tolleranza.

Attraverso il ricordo (Deilda ha gli stessi occhi di Zita, la prima prostituta che il procuratore ha incontrato) la narrazione torna al 1911: “Marco Perini non aveva ancora un lavoro. Era solo un droghiere predestinato …” In realtà, già da ragazzo, Marco ne combina di cotte e di crude. Poi, per un equivoco, viene creduto morto “per la patria in terra di Libia” e di questa notizia approfittano sia i genitori, che per vergogna desiderano nascondere il turpe commercio praticato dal figlio, sia il procuratore in persona, che intende proseguire indisturbato le sue fiorenti attività commerciali ... Il procuratore di Andrea Vitali, recensione su Malgradopoi

Presentazione di "Giallo ciliegia" di Gabriella Genisi a Milano

Presentazione a Milano presso la libreria Centofiori7 febbraio 2012: non avevo mai visto, a Milano, la darsena completamente ghiacciata!

Ore 18.15: il sessantuno – l’autobus che collega San Babila a Dateo – sferraglia per le vie ipnotizzate del centro ghiacciato.

Ore 18.30: Gabriella Genisi presenta Giallo ciliegiapresso la libreria Centofiori. “Giallo ciliegia” è il secondo romanzo del commissario Lolita Lobosco.

Sono davvero curioso di incontrarla, perché io, Gabriella, l’ho anche intervistata. Ed è stata proprio una bella intervista! Prendo posto in ultima fila nello spazio della libreria riservato alla presentazione e Gabriella arriva subito. Saluta alcuni amici che già conosce e raggiunge il tavolo. Conduce le danze della presentazione la brava giornalista Raffaella Calandra (di Radio 24), che – si capisce subito dall’entusiasmo con il quale propone le domande – ha gustato la lettura di “Giallo Ciliegia”. E del precedente “La circonferenza delle arance”.

L’attacco della conversazione è tutto sulla scelta del nome operata da Gabriella per il suo personaggio: Lolita è, in sé, una chiara proclamazione d’intenti. Perché il nome evoca immediatamente l’omonimo romanzo-scandalo di Nabokov e la trasposizione cinematografica di Stanley Kubrick. O gli occhiali modello “Lolita” di Moschino.

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