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Le recensioni di Bruno Elpis

La paura fa 90

Con i libri mi rapporto in modo decisamente fisico. Questa antologia l’ho attesa con impazienza, perché trovo intriganti molti elementi. Innanzitutto l’alchemica combinazione di numeri: il 90 e il terribile 666.
Così, quando ho potuto mettere le mani sulla nuova antologia di Braviautori.it ho sfogato alcuni impulsi: quello estetico innanzitutto. La copertina di Roberta Guardascione è paurosamente programmatica, un bianco e nero come nella miglior tradizione dell’orrore; i titoli dei racconti gocciolano inchiostro, i numeri delle pagine sono sinistramente incasellati sotto tre svolazzanti pipistrelli …

La paura fa 90, recensione, blog BraviAutori

Lomellina in giallo, Fiera della microeditoria 2011

Doveva essere giallo … invece la giornata di fine maggio ha esploso tanto azzurro. L’acquazzone della sera precedente ha fugato nubi e ombre: Pieve del Cairo, borgo incuneato tra le province di Pavia e Alessandria, ha respirato l’aria ventilata e tersa negli ampi spazi che la pianura concede tra Po e risaie. Con il suo castello dell’ex feudo dei Beccarla, la piazza del mercato e … i portici sotto ai quali hanno esposto le case editrici.

Ehi! Ma, nella scarsa affluenza di gente, c’è uno stand particolarmente animato che si distingue: c’è l’editore con gentil signora, gli autori, qualche familiare e … due splendide bambine, Tosca e Maria.

Questa volta la mia critica sarà estremamente superficiale. In quello stand ho visto i nostri libri della collana “Black & Yellow”, che si distinguono per l’estetica di titoli e copertine. E ho pensato: “Chissà che storie!” quelle di CIESSE EDIZIONI.

La Bibbia oscura, un romanzo di Carlo Santi

Secondo, emozionante capitolo della saga di Tommaso Santini, il risolutore dagli occhi di ghiaccio, che questa volta contrastano due occhi di fuoco, quelli del Demonio.
Con un balzo all’indietro nelle Scritture, il passaggio dal Nuovo (“Il quinto vangelo”) al Vecchio Testamento (“La bibbia oscura”) viene celebrato con il filo conduttore delle profezie di Nostradamus.
Qual è il denominatore comune tra personaggi come il crociato scomunicato Federico I, il geniale Leonardo da Vinci, il conquistatore Napoleone e il folle Hitler?

L’elemento di comunanza tra i quattro sembra essere la lettura, proposta dal Diavolo, di un libro nefasto scritto nientepocodimeno che con il sangue di un apostolo suicida, Giuda.

E quale strana coincidenza lega la misteriosa morte di papa Luciani alla nascita dell’Anticristo, nell’ambito delle sinistre ricorrenze del numero trentatre?

La narrazione viene condotta creando suspense, senza che tuttavia manchino trovate divertenti (“Dove lo trovo un Anticristo in giro per il mondo?” “Che faccio? Metto un annuncio: cercasi figlio del Diavolo, chiamare ore pasti!” …) e il gusto per l’azione, al quale l’autore ci ha abituati, tra continui capovolgimenti di fronte: inseguimenti, prelevamenti di DNA nelle bare al cimitero, corse in elicottero, esplosioni ...

Carlo ti inchioda alla lettura, senza perdere l’occasione per comunicare il suo interesse (trasgressivo quanto basta) per una riflessione teologica sul male, un nemico da sconfiggere a tutti i costi. E lo fa nel più inquietante dei modi: sviluppando il suo romanzo intorno a una delle più terribili figure del XX secolo. Evocando lo spettro di un’ideologia che ha devastato la storia contemporanea e ventilando la minaccia che un cataclisma simile o peggiore - se mai possibile! - possa ancora ripetersi nell’avventura dell’umanità. Sino a un drammatico scontro finale…

Amori anomali, di Daniela Frascati

Cinque racconti, cinque forti emozioni.
“Il collocatore” nasce e si sviluppa come una poesia per la tenuità delle descrizioni psicologiche e paesaggistiche. Mentre lo leggo, sento il profumo della marmellata d’arance sprigionarsi dalle pagine. Solo che … solo che, a un certo punto, il racconto s’impenna. L’epilogo, sconvolgente, mi ha comunicato la stessa inquietudine che certi miti greci hanno provocato in me studente (e qui la mente va al mito di Crono e Urano). “Come vuole il destino”: è stato difficile riprendermi dal finale del racconto precedente. Ho dovuto rileggere le prime due pagine del secondo “amore anomalo” almeno un paio di volte (consiglio pertanto di leggere i capitoli uno per volta, non tutti d’un fiato come ho fatto io …), perché la mia mente stentava “a cambiar registro”. Tema difficile affrontato con tanta allegoria e non: la droga dei poveri (pratica diffusa anche tra i bambini nei paesi dell’est o nell’America Latina). Molto efficaci gli inserti che pennellano le allucinazioni di Maria Nives. “Amor anomalo”: già la dedica, a Frida Kahlo, la dice lunga. Confesso di averlo letto confidando che la bambina assediata risolvesse in altro modo il dramma del “diventare grandi”. Ho sperato fino all’ultimo in un miracolo del surrealismo. Ma non sono rimasto deluso, perché il lietofine sarebbe stato incoerente. “Cuore sacro”: racconto sottilmente iconoclasta. Citerò soltanto la sapiente scelta dei nomi: “Venerina Amorante” la protagonista stimmatizzata, “Convento dello Spasimo” il luogo dal quale Venerina viene allontanata per essere relegata nel Bronx, “Missionarie della Ragione” l’ordine di appartenenza. “Amore ibrido”: storia sospesa tra la rappresentazione metafisica di una bidonville e il mistero che permea culture ancestrali. Ma Daniela che fai, ai tuoi racconti metti anche la colonna sonora? Qui, in sottofondo, sembra di sentire un ritmo africano di tamburi …

O, dopo averti letto, sono diventato visionario?