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Le interviste di Bruno Elpis

Intervista a Liliana Panzarani Piersanti (Io scrittore)

L'autrice de Lo sguardo di Giacometta intervistata da Bruno ElpisCinque domande a Liliana Panzarani Piersanti

Cosa ne pensi del riferimento che ho fatto a “L’eleganza del riccio”? Ti ritrovi in questo accostamento? Il tuo personaggio è affine alla portinaia di Muriel Barbery? Hai letto le “Estasi culinarie” della medesima autrice?

Il riferimento a "L'eleganza del riccio" è per me gratificante, perché è un libro molto bello. La mia cuoca e la portinaia di Muriel Barbery hanno certamente in comune l'amore per la cultura e la lettura e il fatto di non ostentarlo.

Nel tuo romanzo, che ho trovato ricco di grazia e di armonia anche linguistica, si respira l’amore per la cultura. Non quella autoriferita, bensì quella che è strumento per innalzare lo spirito e per rapportarsi agli altri …

Per me, che ho 87 anni, la cultura è stata un regalo che mio padre mi ha fatto con grandi sacrifici, consentendomi di frequentare l'università in un'epoca in cui per una ragazza questo non era scontato. La mia generazione, in genere, ha vissuto la cultura come uno strumento di perfezionamento spirituale, un mezzo di conoscenza degli altri e del mondo, un agente di trasformazione.

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Intervista a Simone Di Matteo, editore di Diamond Editrice

Bruno Elpis intervista il numero uno di Diamond Editrice

Grazie per aver accettato questa intervista. Come nasce la tua vocazione per l’editoria? Immagino sia un’autentica passione, considerato che sei l’editore italiano più giovane e che l’attività che hai intrapreso non è tra le più facili.

È tante cose insieme: passione e professione, sogno e realizzazione, desiderio e concreta opportunità. È quel che volevo fare quando ero più piccolo, e adesso che sono più grande, anche se ancora giovane, ma non giovanissimo (in altri paesi del mondo alla mia età si hanno già incarichi importanti e si dirigono aziende), sto realizzando esattamente un desiderio.

Qual è la filosofia della tua casa editrice? La scelta del nome, Diamond, sta a significare una strategia di élite?

Non voglio parlare di filosofia, ma di idea alla quale si associano strategie editoriali. Diamond Editrice ha, per colpa mia, il duro compito di ambire alla pubblicazione pura e concisa di “capolavori” (ma ahinoi non se ne trovano così facilmente) letterari. Un libro, a mio parere, è come un diamante, deve resistere, per sempre, nei nostri pensieri, e nelle librerie. Ma non accade. Evviva il macero!!!

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Intervista a Roberto Alba ("Io scrittore")

Intervista di Bruno Elpis a l'autore de L'ultima spiaggia delle animeCinque domande a Roberto Alba

Roberto, dimmi la verità, tu sei innamorato delle isole greche e del loro mare …

Non vi è dubbio che suscitano in me un’emozione unica. Ricordano la mia isola di Sardegna e alcune tradizioni locali sono magicamente simili. Nel romanzo parlo di una pietanza che gli abitanti di Rodi chiamano “Kokoretsi” mentre nella mia terra prende il nome di “Trattalia”, ma lascio ai lettori la scoperta del suo gusto e del suo profumo.

Quando scrivo amo documentarmi. Da internet visiono di tutto, dai filmati alle foto, alle cronache locali. Poi acquisto testi sul tema. Ma un viaggio, se possibile, sarebbe stato l’ideale per respirare l’aria e vivere l’emozione dei luoghi raccontati. Purtroppo sono stato a Rodi con la fantasia, come diceva Salgari: “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”. Aggiungerei che di questi tempi si risparmia pure!

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Intervista a Gaetano Cappelli

Intervista di Bruno Elpis

Sul tuo profilo di Facebook si legge che lavori presso “Che bel mestiere fare il romanziere”. Sembra una professione di fede …

Bessì, è un mestiere che richiede fede … se non ne hai continuare è assai difficile! Voglio dire: è un lavoro piuttosto duro e poco riconosciuto, anche in termini economici.

Alcuni (due in particolare) titoli dei tuoi romanzi sono lunghi, come i titoli dei film di Lina Wertmuller. E le storie sono altrettanto paradossali …

Nonnò, la Wertmuller non c’entra niente. I titoli così lunghi vengono dritti dal romanzo settecentesco, così pure la grana  paradossale delle storie. Sterne era assai bizzarro! Poi ci sono dentro Dickens, Balzac, i romantici tedeschi i nordamericani del novecento. E ogni genere di commedia, da quella anglosassone a quella italiana.  

I tuoi romanzi pullulano di personaggi “estremi”: miliardari (che spesso finiscono sul lastrico), aristocratici, celebrità, magnati, uomini e donne facilmente vittima di colpi di fulmine … A costoro, poi, appioppi nomi ridicoli o irridenti. Come mai prediligi queste storie con protagonisti “casi-limite” o da rotocalco?

Mah, è che la realtà di tutti i giorni è talmente noiosa! Allora il mio gioco è prendere uno qualsiasi, anzi il più sfigato dei qualsiasi, e proiettarlo in un universo distante, metti la New York più cool ma anche una lontana  foresta  canadese. Lo infilo in avventure pazzesche. Gli do insomma “più vista” – a lui e al lettore!

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