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Le recensioni di Bruno Elpis

La prima volta si scorda sempre (il meglio del NeroPremio)

Commento all'ebook gratuito In un mio precedente articolo, dopo aver celebrato la bellezza di un regalo immateriale ed economicamente non impegnativo, fornivo anche il consiglio di attingere agli e-book gratuiti disponibili sul web.

Eccovene dunque uno, assai particolare e dedicato agli amanti del genere noir e horror: ”La prima volta si scorda sempre” – Il meglio del NeroPremio XXIV a cura di Mariella D’Alessio. NeroPremio è un concorso organizzato da www.latelanera.com e questo e-book gratuito è appunto una selezione dei migliori racconti della 43esima edizione. Gli autori dei racconti sono, in ordine di apparizione, Davide Manenti, Diego Di Dio, il sottoscritto e, “last but not least”, Francesca Angelinelli. Degli autori, nei titoli di coda, viene fornita una breve biografia.

In questo commento accosterò le motivazioni illustrate nella prefazione dal presidente della giuria, Mariella D’Alessio, a qualche mia breve annotazione ...

Il visconte di Brera e Cappi

Romanzo edito da Sperling & Kupfer nel 2011Romanzo storico ambientato nel Risorgimento italiano, questo della premiata ditta “Brera & Cappi”. Ma non è un romanzo storico in senso classico, perché propone interessanti incursioni nella psicologia ed esprime un mix di sicuro successo: fatti documentati, una bella storia d’amore anche carnale, analisi interiore dei personaggi.
La narrazione attraversa il periodo tra il 1859 e il 1861, quindi si situa nella seconda guerra d’indipendenza. L’ambientazione geografica è il Lombardo-Veneto, con puntate nel Regno di Sardegna e in quello delle Due Sicilie. L’antefatto del 1855 è un evento collocato nella guerra di Crimea. Lì compare per la prima volta la figura del Visconte, un personaggio “double face”, una sorta di dottor Jeckill-Mister Hyde che ora, in qualità di Victor de Lernac, veste i panni dell’informatore del potere austriaco, ora – con il nome di José Pau, nizzardo – riferisce ai francesi e, in particolare, a Napoleone III.
Tutto si complica – o si semplifica? – quando il composito Victor/José si innamora della bella Speranza, in arte Spes ...

http://www.qlibri.it/narrativa-italiana/romanzi-storici/il-visconte/

Gocce di Dino Baggio (a quattro mani con Francesco D'Agostino)

Biografia del campione, Ciesse Edizioni, 2011Gocce, di Bruno Elpis

Non ho mai amato il calcio. Con atteggiamento forse sprezzantemente intellettuale, ritengo che sia l’oppio dei popoli e ho sempre ritenuto i calciatori esseri sopravvalutati (enormemente), strapagati per correr dietro a un pallone (basta fare la dovuta proporzione con altri lavori - magari più difficoltosi, più faticosi e di maggior responsabilità - e confrontarne le relative retribuzioni medie), giovanotti spesso viziati e arroganti. Ciononostante, per una forma di esecrabile incoerenza umana, non manco gli appuntamenti di mondiali ed europei ...

Commento al libro scritto da Dino Baggio e Marco Aluigi

Confesso di non amare le biografie e di avere non pochi pregiudizi circa quelle di calciatori e vip. “Gocce” ha il pregio, come pure Aluigi e l’Editore chiariscono, di non ammiccare con promesse di rivelazioni bomba. Il libro di Dino contiene tuttavia la sua verità su una vicenda che l’ha segnato e che in parte tutti noi abbiamo vissuto da spettatori e amanti dello sport.

Dino Baggio ha cambiato diverse maglie nella sua vita; maglie importanti e amatissime dai tifosi, come quella bianconera (parentesi: faccio sempre fatica, da tifoso sfegatato del Napoli quale sono, a scrivere parole disagevoli quali “bianconero” e “Juve”… anche questo è il bello del calcio, diventiamo bambini) e quella del Parma, squadra alla quale Dino è rimasto affezionato per gli anni meravigliosi che lì ha trascorso e per il clima familiare che vi si respirava. Poi accadde il fattaccio...

http://www.malgradopoi.it/letture-consigliate/gocce-su-dino-baggio

http://www.ciesseblog.info/2011/12/recensione-di-malgradopoi.html

Consigli per gli acquisti di ... Natale

Un libro, tra i consigli per gli acquisti di Bruno ElpisAmo i regali immateriali, perché amo le idee.
Cosa c’è di più bello che offrire un’idea? E’ un regalo che può restare nel tempo e può suscitare emozioni più di quanto non avvenga con un oggetto materiale, da consumare velocemente secondo il meccanismo “usa e getta” tipico della nostra effimera società delle apparenze.

Meccanismo che si fonda sulla seguente catena: bisogno - illusorio appagamento del bisogno attraverso un oggetto  – senso d’insoddisfazione – nuovo bisogno … Il circuito si autoalimenta e procede lungo una spirale, ma è destinato a spezzarsi: perché il desiderio muore. Nella constatazione che tutto possediamo o che possiamo avere tutto, tutto tranne la felicità.

Dirò di più: regalando un’idea, diviene addirittura auspicabile un altro perverso meccanismo della nostra fatiscente civiltà, quello del ‘riciclo’ del regalo natalizio ricevuto. Perché a questo punto, se regalo un’idea, anziché temere che il regalo venga ‘riciclato’, mi auguro che si inneschi proprio il ciclo del ‘forward’ iterativo. In questo modo la mia idea circola, si diffonde, raggiunge altre mete oltre a quelle iniziali.

Ma a questo punto, questo mio articolo potrebbe sembrare la solita litania contro la società dei consumi. E invece no! Fornirò consigli concreti, rispettando il punto di partenza iniziale, ossia l’amore per il regalo immateriale, con un vincolo ben preciso: quello della spesa, tanto più in questo periodo di sacrifici e austerity, anche per correre ai ripari da uno stato ingordo che, attraverso la sua casta, continuamente mette le mani nelle nostre tasche ...

Consigli per gli acquisti di ... Natale