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Le recensioni di Bruno Elpis

Il potere del numero sei di Pittacus Lore (qlibri)

coverCRITICARE DALLA QUARTA DI COPERTINA

Comincio il mio commento invocando indulgenza e perdono. Soprattutto agli appassionati di fantascienza chiedo benevolenza e uno sconto, perché ho scelto questo libro con le migliori intenzioni: cimentarmi in un genere che mi vede incompetente. Ma soprattutto miscredente.
Poi aggiungo un’avvertenza sul metodo scelto per condurre la mia critica a questo libro(!): commentare le frasi riportate nella quarta di copertina (virgolettate a mo’ di titolo di ogni paragrafo). 

LORO ci danno la caccia
Quelli che danno la caccia sono i Mogadorian che “hanno occhi ovunque”. E “sono piuttosto riconoscibili: hanno una pelle così chiara che sembra sbiancata con la candeggina…
Quelli che subiscono la caccia sono i “nove Garde sopravvissuti del pianeta Lorien”. In parole povere: sono alieni. “Eravamo nove Cêpan e nove Garde”. Cosa siano poi questi Cêpan, vallo a capire. Alieni di rango inferiore? Cloni? Animali domestici? Però, a ben pensarci, i Garde hanno un animale vero e proprio (si fa per dire) al seguito: Bernie Kosar, un cane che all’occorrenza si trasforma in falco, salvo poi tornare “alla sua forma di beagle”.
Ma questa incomprensione ben mi sta: non ho ascoltato il consiglio del mio amico Robbie (rimando tutti alla sua opinione) e non ho letto il primo episodio della serie!

 

“LORO sono sempre più vicini”
Facile capirlo (che sono sempre più vicini)! Ogni volta che i cacciatori sterminano uno degli alieni sopravvissuti, sulla pelle dei superstiti compare una cicatrice. In un drammatico conto alla rovescia “siamo rimasti soltanto in sei, contro un numero imprecisato di nemici”.

LORO sanno chi siamo veramente
Anch’io, pagina dopo pagina, comincio a capirlo, chi siete veramente. Avete molte “eredità” (banalizzo, le eredità sono i poteri), tipo la telecinesi (“Io tengo i tre uomini sospesi in aria”), “la capacità di vedere nel buio” e – udite, udite – hanno palmi delle mani che si trasformano in fari (“punto i palmi delle mani verso il cielo e accendo le luci”). Last but not least: sanno rendersi invisibili! 

NOI non possiamo più scappare
Nonostante il piano iniziale fosse “aspettare il momento in cui ci saremmo sentite abbastanza forti e al sicuro per partire”. Però, attenzione, nella gara per la sopravvivenza vale un postulato: la proprietà consecutiva della matematica (così il numero sei “non potevaessere uccisa finché non fossero morti i Garde coi numeri da uno a cinque”).
Intanto gli alieni scappano e, a pagina 77, “Sei … solleva le mani davanti a sé: le acque del fiume cominciano a dividersi sotto i nostri occhi”. Al punto che qualcuno, esterrefatto, esclama: “Incredibile, proprio come Mosé!”.

NOI dobbiamo combattere.
Eccome se combattono!
Dalla loro però hanno alcuni vantaggi innegabili, come l’indistruttibilità finalizzata alla trama: “Hanno tentato di tutto, ma davvero di tutto, per uccidermi: elettrocuzione, annegamento, esplosivi. Mi hanno iniettato del cianuro, che non è servito a nulla…”

“PERCHE’ SIAMO GLI UNICI IN GRADO DI FERMARLI”
Conclusione ovvia: considerate le premesse, non avevo alcun dubbio! Intanto il mio scetticismo prima rosola e poi frigge in un’aporia che la ragione non riesce a risolvere: ma gente che ha di questi poteri, perché non li sfrutta fino in fondo in modo da risolvere tutto in dieci pagine e nella famosa modalità del finire a “tarallucci e vino”? 

Concludo con una postilla sulla fascetta gialla, che avvolge il volume e trionfalmente recita: “Adrenalinico, romantico, sorprendente. Il romanzo numero 1 delle classifiche americane.”
Questi americani, valli a capire!

Bruno Elpis

http://www.qlibri.it/recensioni/fantascienza-narrativa-straniera/discussions/review/id:39738/